POTERI

Banche e giornali. Parlano (intercettati) Nanni Bazoli, Ezio Mauro, John Elkann

Banche e giornali. Parlano (intercettati) Nanni Bazoli, Ezio Mauro, John Elkann

Le banche, la finanza, la politica, i giornali. Giovanni Bazoli interviene per guidare, suggerire, influire, dirigere. Qualche esempio del suo stile d’intervento lo abbiamo dalle intercettazioni telefoniche realizzate nell’inchiesta della Procura di Bergamo su Ubi Banca  (in cui è indagato per ostacolo alla vigilanza e illecita influenza sull’assemblea sociale). In una delle conversazioni intercettate nel 2014, il presidente di Intesa Sanpaolo discute con John Elkann dei destini del Corriere della sera e dei duri conflitti in corso con l’azionista Diego Della Valle. In un’altra, s’intrattiene con l’allora direttore di Repubblica Ezio Mauro.

Il 17 marzo 2014 è John Elkann, presidente della Fiat e grande azionista del Corriere, a chiamare “Nanni”, che del Corriere è l’autorevole punto d’equilibrio, rappresentando l’azionista Banca Intesa. In quei giorni, l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel sta lavorando per formare una lista unica di amministratori che rappresentino tutti i soci, compreso Della Valle. “Mi hanno riferito del tuo incontro con Nagel e Pagliaro”, esordisce Elkann. Renato Pagliaro è il presidente di Mediobanca e vicepresidente di Rcs-Corriere della sera. “Io condivido quello che hai detto loro: se ci andiamo a impegnare per un triennio, ci devono essere le condizioni di stabilità del vertice e anche l’interlocutore che ha creato più problemi in questo periodo deve prendere una posizione chiara”.

Il riferimento, naturalmente, è a Della Valle. “Ha fatto attività di destabilizzazione”, risponde Bazoli. “È uno talmente spregiudicato che è pronto a qualunque passo… E Nagel a parole ci dà ragione, dice che è una persona totalmente inaffidabile; però di fatto con lui ha un altro discorso. A certe condizioni io sono anche disposto a incontrare di persona Della Valle, proprio perché mi fido poco di Nagel, ecco. Mi fido di Pagliaro, che però è più debole di Nagel”. Elkann: “Io non vorrei che ci mettiamo in un angolo, dando molta leva a Della Valle”. Bazoli: “L’accordo non va trovato a tutti i costi. Va trovato se Della Valle accetta le condizioni che poniamo noi. Posso fare un incontro diretto con Scott Jovane”, l’allora amministratore delegato di Rcs. “Finché rimane il direttore, bisogna che i due si parlino, che non rimanga questo gelo”. Il direttore è Ferruccio de Bortoli.

In un’altra telefonata, è Ezio Mauro a cercare Bazoli, alle prese con il nodo della sostituzione di de Bortoli (il 1º maggio 2015 arriverà Luciano Fontana). “Sei di nuovo dentro una bufera”, esordisce Mauro, “ma se tu lo tieni in mano, io sono tranquillo”. Bazoli: “Adesso la situazione ha ancora un margine di incertezza e ti spiegherò se ci vediamo…”. Mauro: “Se vieni a Roma io ci sono”. Bazoli: “Sì, perché niente, devo vedere Napolitano… Insomma devo, tengo rapporti con lui, nonostante lui adesso sia un privato cittadino o meglio un senatore… probabilmente domani lo sento e ci vediamo”. Mauro: “Però non lavartene le mani, Nanni, perché in passato hai impedito delle porcherie…”. Bazoli: “Eh lo so, ma proprio se io non posso farci niente, io non voglio avallare le porcherie. Certamente, guarda, o riesco ancora a fare qualche cosa o altrimenti sottolineerò l’uscita… Capisci? Se esco, non esco alla chetichella”. Mauro: “Però sarebbe molto più grave se facessero una scelta sciagurata per il Corriere dal punto di vista della democrazia…”. Bazoli: “Eh, lo so. Guarda, domani saprò qualcosa di più perché ho fatto un passo proprio oggi e attendo la risposta domani. Tu lo sai, quello che io ho potuto fare è sempre e solo di evitare il peggio. Ecco, se lascia spazio per questo ruolo, bene, altrimenti esco e sottolineerò l’uscita e… niente da fare”.

Mauro: “Non mi pare che Torino sia in condizioni di imporre…”. Il riferimento è alla Fiat. Bazoli: “E invece lo è, e invece lo è. Loro hanno dichiaratamente il 6 e mezzo per cento, ma in realtà è il 18 perché io ho saputo che anche Pesenti ha venduto qualcosa a loro, diciamo il 18. E hanno un fondo americano vicino a Marchionne che si è già schierato con loro, quindi sono al 26… Ma quando ci vediamo… siamo ancora in tempo a parlarne prima che sia successo l’irrimediabile”. Mauro: “Quindi sarebbero in condizioni di fare amministratore delegato e direttore come vogliono loro?”. Bazoli: “Ti dico che loro sono al circa 26 per cento, ma quello che sta accadendo (ride) è che Mediobanca non si è schierata con loro ma addirittura sta cercando di realizzare un’intesa tra Elkann e Della Valle, ecco, questa è la situazione, hai capito? …Io rimango se ho ancora voce in capitolo, rimango a certe condizioni, altrimenti noi usciamo e dichiareremo che siamo usciti e che non condividiamo le scelte”.

 

Il Fatto quotidiano, 30 novembre 2016
To Top