MILANO

Grattacielopoli. Salvini prepara il maxicondono per Sala

Grattacielopoli. Salvini prepara il maxicondono per Sala

Altro che sanatoria per soppalchi, finestre, piccole irregolarità. Il condono edilizio di Matteo Salvini sarà un condono salva-grattacieli. Lo avevamo già annunciato in questa colonna il 12 aprile. Ora è Salvini stesso che lo conferma: “È questione di giorni, la norma salva-Milano sarà inserita nel decreto salva-Casa che contiamo di approvare entro maggio in consiglio dei ministri”. Lo ha detto durante una visita alla caserma Montello di Milano.

“Sì, il decreto salva-Milano rientra nel decreto salva-Casa: dentro questo ci sarà una norma che stiamo preparando lavorando a quattro mani proprio con i Comuni, in primis per Milano. È questione di giorni e avrete il testo del decreto”. Continua a spacciarla per una piccola sanatoria fatta per le famiglie italiane: “Il Piano salva-Casa non è un condono, perché si occupa solo di quello che c’è all’interno del salotti”.

Ma due minuti dopo ammette che dietro la sanatoria piccola ci sarà il condono grande, quello per salvare i grattacieli di Milano. È la reazione alle inchieste aperte negli ultimi mesi dalla Procura di Milano su palazzi, torri e grattacieli che i magistrati, codici alla mano, sostengono essere abusi edilizi: nuovi edifici costruiti all’interno di cortili o sui bordi di un parco, spacciati come “ristrutturazioni”, tirati su con una semplice “Scia” (un’autocertificazione) e senza il “piano attuativo”, che deve invece assicurare che con l’arrivo di nuovi abitanti in un’area siano garantiti gli “standard” e i servizi necessari ai cittadini (verde, strade, trasporti, asili, fognature).

Il tutto, permettendo agli operatori di pagare alla città oneri urbanistici (le “monetizzazioni degli standard”) nella misura di un quarto rispetto a quanto dovrebbero. Per ora sono una decina le inchieste aperte dai pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, coordinati da Tiziana Siciliano. Ma il sindaco Giuseppe Sala ha ammesso che sono almeno 150 a Milano le operazioni in corso che hanno caratteristiche simili a quelle sotto indagine.

È cominciata a Milano una Mani pulite dei grattacieli abusivi, che ha messo sotto inchiesta (per ora) alcune decine di operatori, progettisti, costruttori, ma anche funzionari e dipendenti del Comune di Milano, indagati a vario titolo per abuso edilizio, lottizzazione abusiva, falso e abuso d’ufficio.

È il ritorno della legge dopo almeno un decennio di Grattacielopoli, in cui a Milano si è costruito non seguendo le norme edilizie, ma le consuetudini del nuovo Rito Ambrosiano, che favoriscono costruttori, sviluppatori e fondi immobiliari, togliendo però ai milanesi almeno mezzo miliardo di oneri urbanistici che avrebbero permesso di realizzare servizi per i cittadini.

La reazione del sindaco, perfettamente in linea con i costruttori, è stata quella di giustificarsi sostenendo che le norme urbanistiche sono “controverse” e segnate da “incertezze interpretative”. Sala ha paventato “il blocco dell’edilizia”, la “paralisi degli investimenti immobiliari in città”, la “fine dello sviluppo di Milano”.

Insieme a lui, tutto il coro dei costruttori, degli operatori, degli sviluppatori. In loro soccorso, ecco arrivare Matteo Salvini, che confeziona un decreto salva-grattacieli: il colpo di spugna per bloccare la Mani pulite dell’urbanistica (e per evitare che le indagini scoprano, chissà, anche qualche tangente pagata in cambio dei permessi facili).

“Mi rifiuto di abbattere dei palazzi e buttare fuori centinaia di famiglie che hanno pagato gli appartamenti”: naturalmente nessuno pensa di abbatterli e una giudice, la gip Daniela Cardamone, ha già indicato che bisogna proteggere gli inquilini incolpevoli che hanno comprato appartamenti in edifici abusivi. Ma Salvini vuole salvare i costruttori. E nello stesso tempo offre così un aiuto insperato a un sindaco che fa parte di un altro schieramento politico, ma è in fondo del suo stesso partito: quello degli affari e del cemento.

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Il Fatto quotidiano, 3 maggio 2024
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