POLITICA

Per il seggio di Silvio, arrivano Galliani “l’erede” e Cappato “l’usurpatore”

Per il seggio di Silvio, arrivano Galliani “l’erede” e Cappato “l’usurpatore”

Il seggio in Senato di Silvio Berlusconi sarà conteso il 22 e 23 ottobre nel collegio di Monza con uno scontro che vedrà, da una parte, Adriano Galliani, che sembra scelto dal centrodestra in omaggio dinastico alla famiglia Berlusconi, per un passaggio del seggio per eredità aziendale e calcistica; dall’altra, Marco Cappato, la cui candidatura ha fatto scoppiare una rivolta dentro il Pd.

Dopo qualche tentennamento, Elly Schlein ha accettato l’autocandidatura dell’esponente radicale, facendola diventare di fatto di tutto il centrosinistra. Gioia di Matteo Renzi e Carlo Calenda, gelo dei Cinquestelle, sconcerto dentro il Partito democratico che voleva un candidato del Pd locale. I sindaci dem, con in testa il primo cittadino di Monza Paolo Pilotto, avevano sottoscritto una lettera per chiedere “una candidatura di centrosinistra, espressione della Brianza, e non una candidatura di testimonianza”.

Pilotto non ha dimenticato che nel 2022 Cappato aveva fatto campagna elettorale per il suo avversario Dario Allevi (di Fratelli d’Italia), dopo che questi era arrivato favorito al ballottaggio. In cambio del sostegno, Cappato aveva avuto da Allevi la promessa di un assessorato. Poi l’esponente di Fratelli d’Italia era stato a sorpresa sconfitto: l’assessorato per Cappato era svaporato, ma non la memoria di Pilotto.

Cappato è così: uomo di battaglie e di potere, di grandi campagne ideali e concrete manovre politiche. Già nel 2016 aveva sostenuto prima l’ineleggibilità (causa precedente ruolo in Expo) di Giuseppe Sala che si presentava candidato sindaco di Milano, salvo poi sostenerlo al ballottaggio dopo aver avuto da Sala la promessa (questa volta mantenuta) di un assessorato per il radicale Lorenzo Lipparini.

E ora? Come andrà il 23 ottobre a Monza? Il sindaco dem Pilotto non sembra disposto a darsi da fare per Cappato, anzi, il primo giorno di scuola è andato a distribuire gli astucci donati dal Monza Calcio ai giovani studenti, a fianco del presidente della squadra che guarda caso è il candidato di Forza Italia Adriano Galliani. Una scelta che Cappato ha sottolineato con un tweet gelido: “Ed eccoli qui: il presidente del Monza Calcio e candidato alle suppletive di ottobre, Adriano Galliani, e il sindaco di Monza, Paolo Pilotto, che insieme distribuiscono astucci a scuola”.

Gli elettori conoscono Marco Cappato per le sue grandi battaglie per i diritti civili. Nel 2010 aveva denunciato Roberto Formigoni per le firme false presentate alle elezioni regionali. Nel 2015, dopo che il Consiglio di Stato gli aveva dato ragione, aveva chiesto (invano) a Formigoni di restituire i soldi incassati durante il suo mandato. Da sempre partecipa alle campagne antiproibizioniste. Si distingue per il suo impegno nell’Associazione Luca Coscioni, per il sostegno a Piergiorgio Welby, per le battaglie sull’eutanasia, per l’aiuto a Dj Fabo che accompagna in Svizzera per potergli permettere il suicidio assistito.

Il 22 e 23 ottobre alle elezioni suppletive di Monza sarà, malgrado i mal di pancia del Pd, il candidato che si opporrà a Galliani, il quale sfrutterà anche il suo ruolo di presidente della squadra di calcio comprata da Berlusconi e riportata in serie A. La candidatura di Galliani prefigura una sorta di passaggio ereditario del seggio di Silvio all’amico Adriano.

Galliani è infatti uno stretto collaboratore di Berlusconi fin dalla fine degli anni Settanta, è colui che con la sua Elettronica Industriale ha portato il segnale di Canale 5 in tutta Italia. Poi diventa l’amministratore delegato di Mediaset, oltre che del Milan. È coinvolto, insieme a Silvio, in una lunga serie di vicende giudiziarie da cui, come Silvio, esce indenne: dai falsi in bilancio per l’acquisto di Medusa Film e per la gestione del Milan, all’evasione fiscale e alle false fatturazioni nella compravendita di calciatori. Ora è pronto a tornare in Senato, Cappato permettendo.

La replica
Per una volta, l’amico Gianni Barbacetto è stato malissimo informato. È del tutto falso quanto scritto ieri: “(Il sindaco Pd di Monza) Pilotto non ha dimenticato che nel 2022 Cappato aveva fatto campagna elettorale per il suo avversario Dario Allevi (di Fratelli d’Italia), dopo che questi era arrivato favorito al ballottaggio. In cambio del sostegno, Cappato aveva avuto da Allevi la promessa di un assessorato. Poi l’esponente di Fratelli d’Italia era stato a sorpresa sconfitto: l’assessorato per Cappato era svaporato, ma non la memoria di Pilotto”. Non ho mai sostenuto Allevi. Non ho mai ricercato né ottenuto promesse di assessorati. Non ho mai conosciuto Allevi. Non ho mai parlato con Allevi in vita mia. Avevo, questo sì, sostenuto al primo turno un candidato civico indipendente, da sempre impegnato nelle nostre battaglie referendarie e ambientaliste. Al secondo turno, quel candidato ha deciso di sostenere Allevi senza alcun tipo di mio intervento, né di supporto. (Marco Cappato)

Forse è solo colpa della proprietà transitiva, se il sindaco e gli elettori di Monza si sono convinti che anche Cappato abbia sostenuto il candidato sindaco sostenuto dal candidato consigliere sostenuto da Cappato. (GB)

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Il Fatto quotidiano, 15 settembre 2023
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