POTERI

“Bisi” contro Bisi. Fratelli coltelli, la guerra nella massoneria italiana

“Bisi” contro Bisi. Fratelli coltelli, la guerra nella massoneria italiana

Fratelli coltelli. “Bisi” contro Bisi. Il primo, Luigi Bisignani detto “Bisi”, aveva il nome scritto nelle liste della loggia P2 di Licio Gelli (ma ha sempre negato l’affiliazione). Il secondo, Stefano Bisi, è il Gran Maestro dei Goi, il Grande Oriente d’Italia, con 23 mila fratelli e 862 logge la più grande comunione massonica italiana.

Il primo ha sferrato un attacco al secondo, dalle pagine del quotidiano Il Tempo, mimetizzato dentro un articolo che, nel titolo, prometteva di raccontare i contrasti dentro la massoneria francese alla vigilia delle elezioni presidenziali, ma era invece una requisitoria tutta italiana di “Bisi” contro Bisi: accusato di preparare un cambiamento dello statuto del Goi per rendere possibile la sua rielezione per un terzo mandato; accusato anche di fare terra bruciata attorno a lui, mettendo sotto accusa massonica i concorrenti, il capo delle logge lombarde, Tonino Salsone, quello della massoneria dell’Emilia-Romagna, Mario Martelli, e il Gran Maestro aggiunto, il filosofo Claudio Bonvecchio.

Non solo. “Bisi” rimprovera a Bisi anche di aver sanzionato Alessandro Cecchi Paone, per un’intervista concessa al nostro Peter Gomez: “Esprimevo l’orgoglio della mia tradizione familiare, massonica e garibaldina”, ci spiega ora Cecchi Paone. E infine: Bisignani, sornione, accusa Bisi di aver “attirato l’attenzione dell’Agenzia delle entrate” per il trasferimento in corso degli immobili del Goi, “per un valore di circa mezzo miliardo di euro”, dalla società immobiliare Urbs alla Fondazione Grande Oriente d’Italia, “di cui Bisi si è autoproclamato presidente”.

Dice ora al Fatto Bisignani: “Ha trasformato l’Istituzione più liberale del mondo in un luogo di repressione”. Con il risultato di aver suscitato molte critiche: “Per aver paralizzato l’Istituzione in questi anni di pandemia, ma soprattutto per aver disatteso l’ideale del fai agli altri tutto il bene possibile, come recita il motto impresso, già nel 1700, nel testo degli antichi doveri del libero muratore”. La situazione è talmente delicata, conclude Bisignani, che le massonerie “madri” degli Stati Uniti e dell’Inghilterra hanno già spedito i loro “osservatori” in Italia.

Il Gran Maestro smentisce tutto. “Al terzo mandato non penso proprio”, replica Bisi, “perché le nostre regole dicono che dopo due mandati non sono più eleggibile. Quanto agli ‘osservatori’, io non li ho proprio visti: con i fratelli degli Stati Uniti siamo in ottimi rapporti, la Gran Loggia d’Inghilterra invece ci ha tolto il riconoscimento già nel 1993. Ma io sono riuscito a mettere insieme, alla Gran Loggia di Rimini dell’8 e 9 aprile 2022, il Gran Maestro della Russia e quello dell’Ucraina”.

Non nega le “Tavole d’accusa” a Salsone, Martelli e Bonvecchio: “Abbiamo delle regole interne che devono essere rispettate, ma ne parlo soltanto nelle sedi opportune. Quanto a Cecchi Paone, la sospensione è stata revocata perché è avvenuto tra noi un pieno chiarimento”. La “questione immobiliare”, infine, per Bisi è molto più semplice di quanto Bisignani lasci intendere: “Magari avessimo immobili per mezzo miliardo! Le sedi delle nostre logge valgono molto meno. Comunque è vero che stiamo gradualmente passando le proprietà della Urbs alla Fondazione Grande Oriente. Di questa è presidente il Gran Maestro del Goi, ma lo è finché è in carica. Dunque io lo sarò fino all’aprile 2024, quando passerò la mano al mio successore che sarà eletto dai fratelli”.

Perché, allora, è scoppiato lo scontro tra “Bisi” e Bisi? “Sono già iniziate con molto anticipo”, spiega un fratello che chiede l’anonimato, “le grandi manovre per scegliere il nuovo Gran Maestro che uscirà dalle urne nel 2024”. È l’armonia a regolare il Regno del Grande Architetto dell’Universo. Ma intanto i liberi muratori sono fratelli coltelli.

Il Fatto quotidiano, 6 maggio 2022
To Top