POLITICA

Il senso di Bobo per il golf: la partita giocata tre volte

Il senso di Bobo per il golf: la partita giocata tre volte

Per giocare a golf non è necessario essere stupidi, però aiuta. Così scriveva George Bernard Shaw. Chissà se ci ha pensato Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, quando ha fatto le bizze perché ha deciso di finanziare a tutti i costi con 500 mila euro pubblici (cioè nostri) gli Open di Golf che si disputeranno a Monza dal 12 al 15 ottobre. L’ha imposto in un emendamento durante la discussione sull’assestamento di bilancio. E non è passato: emendamento bocciato in aula, a causa dei franchi tiratori di Forza Italia e Lega, con Pd astenuto, ma voto contrario – determinante – dei Cinquestelle, che poi festeggiano in aula il risultato di aver “mandato sotto” la giunta Maroni.

Bobo non si dà per vinto: la sua decisione se l’era già venduta al presidente del Coni Giovanni Malagò, così fa ripresentare un nuovo emendamento formalmente appena un po’ diverso ma con dentro sempre il mezzo milione di euro al golf. Ora, la democrazia è bella, ma ’sta cosa di ripresentare emendamenti già bocciati in aula è un po’ come rifare la partita di pallone finché non vince la tua squadra. Stefano Buffagni e gli altri otto consiglieri Cinquestelle protestano in aula, esibendo cartelli su cui hanno scritto “Maroni Game Over”.

Non l’avessero mai fatto: il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo espelle dall’aula la consigliera Cinquestelle Silvana Carcano. Lei si rifiuta di uscire. Seduta sospesa per due ore. Finché arriva la Digos (che sarebbe la polizia “politica”) chiamata per far rispettare la decisione di Cattaneo. Carcano a quel punto esce dall’aula con le sue gambe, “per non creare problemi agli agenti”.

“Ricordiamo a Cattaneo che l’aula è sovrana e ha già votato no a quel finanziamento”, dichiara Andrea Fiasconaro, capogruppo del Movimento 5 stelle Lombardia. “Se l’aula decide una cosa, è quella, non si può rivotare all’infinito una misura già bocciata. Continueremo le proteste per difendere la democrazia e il principio di sovranità che appartiene al popolo”. Si uniscono finalmente alle contestazioni anche Pd e Patto civico. Ma niente da fare. L’emendamento viene ripresentato una terza volta, dopo che Maroni ha richiamato all’ordine i leghisti e i forzisti disobbedienti. Viene approvato.

Ora, niente contro il golf, a parte la battuta di George Bernard Shaw. Ma non riesco a capire perché 500 mila euro dei nostri soldi (la stessa somma che centrosinistra e Cinquestelle sono riusciti a strappare come aumento del fondo per il sostegno allo studio universitario) devono andare a finanziare una gara di golf già ricca di suo, abbondantemente sponsorizzata da Rolex e Mercedes, catering affidato al ristorante stellato “Da Vittorio”, premio al vincitore 50 milioni, mica noccioline. Ma soprattutto resta l’amaro per le regole della democrazia stracciate, per la partita giocata tre volte finché il risultato non è stato quello voluto da capitan Maroni.

L’assestamento di bilancio prima della pausa estiva (e della campagna elettorale) è diventato per la Regione Lombardia quello che era la Finanziaria alla vigilia di Natale per i governi della Prima Repubblica: un assalto alla diligenza in cui ogni consigliere cerca di inserire un regalino per il proprio bacino elettorale. C’è di tutto: 1 milione per il Parco tecnologico padano di Lodi; 40 mila euro alla fondazione agroalimentare Fojani; 30 mila per il campionato mondiale di corsa in montagna; 15 mila per la coppa del mondo di sci sull’erba a Santa Caterina Valfurva; 20 mila per la coppa del mondo di tiro a volo a Lonato del Garda; 20 mila per la gara di motonautica sul lago di Como. E perfino 50 mila euro all’università dell’Insubria perché ospiti la biblioteca di Gianfranco Miglio (quello che voleva fare patti con la mafia affidandole il Sud).

Il Fatto quotidiano, 4 agosto 2017
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