Nuove regole per la nuova Commissione paesaggio. Ecco che cosa ci dimostra questa svolta
NUOVA COMMISSIONE PAESAGGIO A MILANO
Il Comune di Milano è tornato entro i confini della legge per quanto riguarda la Commissione paesaggio, il nodo più scandaloso e criminogeno del Sistema Milano:
1. Ha tolto i superpoteri alla Commissione, che decideva sui progetti edilizi (in palese e strutturale conflitto d’interessi) al posto degli uffici comunali. Ora tornerà alla legge: avrà parere consultivo nella «valutazione della coerenza dei progetti con i vincoli degli strumenti paesistico-ambientali vigenti anche in relazione al corretto inserimento paesaggistico». Bene.
2. Ha stabilito che i componenti della Commissione non devono avere alcun incarico professionale sul territorio di Milano durante i tre anni di mandato e per i 18 mesi successivi. Bene (ma da tenere sotto controllo gli eventuali incarichi fuori Milano).
3. Il “ritorno alla legge” è un segnale positivo.
Che però dimostra due fatti:
a. che fino a oggi il Comune era “fuori-legge”.
b. che non era per niente difficile restare nei confini della legge: chi non l’ha fatto in tutti questi anni (sindaci, assessori…) ne è politicamente responsabile.
Gli 11 componenti della nuova Commissione sono: l’ingegnere Gianmarco Zuccherini e gli architetti Aldo Bello, Gabriele Silvano Munari, Marco Rizzoli, Maurizio Monti, Paola Bonzi, Giuseppe Glorioso, Gaia Piccarolo, Virna Mastrangelo, Maura Martina Brugnoni, Vincenza Nardone.
