Jeremy Corbyn. “La sinistra fermi l’Ue sul riarmo: taglieranno il welfare”
di Gianni Rosini /
Riarmo, futuro dell’Ue, rapporti con gli Usa e diritti. L’ex leader laburista britannico e oggi deputato di Your Party, Jeremy Corbyn, racconta al Fatto la sua visione dell’Europa a margine del suo intervento alla Festa di Rifondazione Comunista a Milano.
Regno Unito e Ue hanno deciso di aumentare la spesa militare a causa del conflitto in Ucraina. È l’unica strada per garantire la sicurezza?
Penso che l’Europa oggi sia un posto molto pericoloso. Ogni Paese ha tagliato gli aiuti internazionali e si sta abbandonando al razzismo contro i migranti. Sta aumentando la spesa per gli armamenti e la stessa cosa sta accadendo anche in Russia, India e Cina. Ma i problemi reali sono altri, il disastro ambientale e la disuguaglianza. Sono molto colpito dai giovani in Germania che stanno protestando contro la coscrizione, dalla manifestazione contro la guerra che si è tenuta a Bruxelles. E non dimentichiamoci della grande conferenza che abbiamo tenuto a Londra contro la guerra, a giugno. Questo deve essere il nostro messaggio. Non dobbiamo avere paura. Altrimenti taglieranno il welfare.
Alcuni accademici ritengono che senza un esercito potente non ci si possa definire una potenza mondiale. È d’accordo?
Non credo che sia un’analisi corretta. Offriremo migliori standard di vita alla classe lavoratrice spendendo di più in armi? Dobbiamo essere più assertivi nel chiedere la pace in tutta Europa, perché il costo delle guerre si è fatto sentire sui prezzi dell’energia.
Obiezione classica: i leader come Putin “conoscono solo il linguaggio della guerra”.
Se sei preoccupato per dei leader imprevedibili, penso che tu debba guardare agli Usa.
Un altro grande tema in Europa è l’avanzata dell’estrema destra. Come può la sinistra cambiare questa tendenza?
Penso che la crescita dell’estrema destra in tutta Europa sia a livelli spaventosi. Ma è una lezione per tutti noi a sinistra. Quello che fa la destra è andare in una comunità che soffre per disoccupazione, povertà, abitazioni di scarsa qualità, sanità e istruzione scadenti; e dare la colpa di tutto alla migrazione. Io siedo in Parlamento dietro a Nigel Farage che chiede l’espulsione di chiunque in Uk non abbia un passaporto britannico o la residenza permanente. Se le loro politiche venissero attuate, il Servizio sanitario nazionale collasserebbe. E lo stesso in tutta Europa.
Ma com’è possibile che la sinistra abbia abbandonato il tema delle disuguaglianze?
Penso che la sconfitta risalga alla crisi del 2008. Era il momento per portare il sistema bancario nella proprietà pubblica. Invece molti partiti di sinistra hanno iniziato ad attuare l’austerità imposta dalla Bce. Così la loro credibilità è crollata. E non ci siamo ripresi.
Lei è stato il leader del Partito Laburista. Ora alla guida c’è Andy Burnham, come giudica il suo inizio?
Alcune delle cose che ha fatto da quando è diventato primo ministro sono buone. Ad esempio per i senzatetto, sui tagli al costo dell’energia, sulle tariffe degli autobus. Sul tema della casa sostiene che il denaro fornito dal pubblico per aiutare le persone povere che vivono in affitto dovrebbe aumentare. Ma quello che non ha previsto è il controllo degli affitti nel settore privato. E penso che sia un grosso errore. Altro errore è stato fornire le basi britanniche a Trump per attaccare l’Iran.
Come giudica la gestione Ue dei rapporti con gli Usa?
Trump non tiene molto in considerazione l’Europa. Dice semplicemente che è ossessionata dall’uguaglianza e dalla burocrazia.
E con la Cina?
Penso che ci siano motivi per essere critici nei confronti della Cina sui diritti umani e su alcune questioni ambientali. Ma non ha basi ovunque, non sta cercando di colonizzare il resto del mondo ed è un’economia incredibilmente produttiva, molto dinamica, hanno un alto livello di occupazione, di produttività e un sistema scientifico incredibilmente innovativo.
A sinistra si è discusso molto della dichiarazione di Alexandria Ocasio-Cortez sulla prima fase del Woke, definita “folle”. È d’accordo?
Ricordo una lunga discussione che ebbi con Xi Jinping. Voleva parlare del concetto di diritti nella società. La sua posizione era che i diritti sono collettivi, non individuali. E quindi anche Alexandria ha colto il punto. Se hai meravigliosi diritti individuali va benissimo. Ma se vivi in una povertà disperata, non hai ricevuto un’istruzione e non puoi mandare i tuoi figli a scuola, allora sono un privilegio borghese.
Nella foto: Jeremy Corbyn con Gianni Rosini e Gianni Barbacetto
