MILANO

Milano è “attrattiva”. Ma le famiglie sono le più indebitate d’Italia

Milano è “attrattiva”. Ma le famiglie sono le più indebitate d’Italia

Italia: grande debito pubblico, ma anche grande ricchezza dei risparmi privati. Questo è il rassicurante ritornello che viene cantato ogni volta che qualcuno esagera con gli allarmi sulla crisi. Ma poi arriva la solita ricerca estiva, destinata per lo più a riempire le pagine dei giornali di Ferragosto, e il ritornello comincia ad apparire stonato. O meglio: non so se i dati allineati dall’Associazione artigiani e piccole imprese Cgia di Mestre possano mettere in discussione la situazione nazionale, ma certo mandano un segnale e un allarme, inediti, su Milano.

La ricerca rivela che l’indebitamento delle famiglie italiane nel 2022 è cresciuto del 3,5 per cento rispetto all’anno precedente e si è attestato a 595,1 miliardi di euro. Non un buon segnale, in una situazione in cui rallenta anche la ricchezza prodotta, il Pil. Ma attenzione: qual è l’area con l’indebitamento maggiore? Milano e provincia, con 35.342 euro di debito medio delle famiglie, il 5,1 per cento in più rispetto al 2021. E ben più alto della media italiana, 22.710 euro a nucleo famigliare.

Le famiglie milanesi hanno dunque contratto con le banche un debito medio di oltre 35 mila euro. La domanda, allora, è: perché le famiglie più indebitate sono quelle di Milano, che è pur sempre l’area con i redditi pro capite più alti d’Italia? Le risposte per ora sono solo provvisorie e ipotetiche: l’aumento dei tassi d’interesse, il caro-bollette, la crescita dell’inflazione. E poi, il cuore del problema: i mutui per la casa. A Milano i prezzi dell’immobiliare sono così alti da strozzare chi si è impegnato a comprare una casa, chiedendo un prestito alla banca.

È il risultato della politica della “attrattività” perseguita dall’amministrazione del sindaco Giuseppe Sala. Milano è diventata metropoli “attrattiva” dal punto di vista immobiliare, nel senso che attira capitali da tutto il mondo e da tutta Italia, con la promessa di rendite alte e sempre in crescita. Ma questo premia soprattutto i grandi fondi arabi e americani che arrivano a investire qui e anche i piccoli e medi investitori italiani che sbarcano a Milano in cerca di un investimento che si promette sicuro. Ma punisce i milanesi, che devono indebitarsi sempre più pesantemente per far fronte ai mutui contratti. Chi ha chiesto soldi alle banche quando i tassi erano particolarmente favorevoli, ora è precipitato in una situazione in cui, con i tassi lievitati, i debiti sono diventati pesantissimi.

Più in generale, c’è forse un avvio di “americanizzazione” della situazione finanziaria italiana. Le province più ricche, al Nord, sono anche quelle dove le famiglie sono più indebitate. Nella classifica, subito dopo Milano, c’è infatti Monza-Brianza al secondo posto (con un’esposizione media di 31.984, +3 per cento rispetto all’anno precedente), Como al quinto posto (con 30.276 euro, +3,8 per cento), Varese all’ottavo (con un debito medio di 28.967 euro) e Lodi al decimo (con 28.176 euro a famiglia).

Questo, in un momento in cui gli istituti di credito stringono i cordoni della borsa e rendono i finanziamenti più difficili. In questa situazione, la Cgia veneta segnala un rischio: “Con il crollo dei prestiti bancari delle ultime stagioni, oggi c’è il pericolo oggettivo della crescita del fenomeno strozzinaggio”. L’usura alle porte. L’allarme delle organizzazioni degli imprenditori e dei commercianti, e perfino dei centri di ascolto della Diocesi di Milano, non si traduce però in denunce che rendano possibili interventi concreti. Le denunce per usura presentate a Milano e provincia nel 2022 sono solo undici. E la coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Alessandra Dolci, segnala: “A noi arrivano poche denunce e sono poche le richieste di accesso al fondo di assistenza economica alle vittime di usura”. Milanesi indebitati e sfiduciati.

 

Il Fatto quotidiano, 18 agosto 2023
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