GIUSTIZIA

Caso Ruby. Un pianista, due sentenze: che si contraddicono

Caso Ruby. Un pianista, due sentenze: che si contraddicono

di Gianni Barbacetto e Valeria Pacelli /

“È del tutto evidente che rapporti” economici “con un personaggio come Berlusconi costituiscono un movente più che consistente, quasi scontato, per dichiarare il falso su circostanze quali quelle relative ai rapporti sessuali dallo stesso consumati con giovanissime donne, perciò stesso retribuite, in occasione dei ricevimenti nella villa di Arcore che, oltre a poter avere rilevanza sul piano delle responsabilità penali, avrebbero comunque arrecato, quanto meno, imbarazzo a uno degli uomini più potenti d’Italia”. È questo un brano delle 21 pagine di motivazioni con le quali il 13 maggio 2021 il Tribunale di Siena ha condannato a 2 anni Danilo Mariani, il silenzioso pianista di Arcore. Accusato di falsa testimonianza, per aver mentito ai giudici di Milano nei processi Ruby-1 (con imputato Silvio Berlusconi) e Ruby-2 (imputati Nicole Minetti, Lele Mora, Emilio Fede).

Alla condanna di Mariani per falsa testimonianza è poi seguita l’assoluzione, sempre a Siena, di Mariani e Berlusconi dall’accusa di corruzione in atti giudiziari. Il 21 ottobre 2021, i giudici hanno infatti stabilito che Mariani mentì, sì, ma non c’è la prova che lo abbia fatto per soldi: “La mendace testimonianza non è affatto univocamente indicativa dell’esistenza di un pregresso e/o successivo accordo corruttivo intercorso tra gli imputati”. È possibile, per la seconda sentenza, che Mariani abbia deposto il falso non “in esecuzione di un patto corruttivo stipulato con Berlusconi, bensì in ragione del legame professionale ed amicale che lo legava, da tempo, a Berlusconi”.

Nelle motivazioni della prima sentenza, quella di condanna, si ripercorre la storia del bunga-bunga, delle feste di Arcore del 2010. Cene eleganti, per Mariani, che nega di aver visto “approcci di natura sessuale tra gli ospiti, o tra le ragazze presenti e Berlusconi”. Idem anche nei “dopocena trascorsi nella saletta del piano seminterrato dell’abitazione di Berlusconi – dotata di palo da lap dance, divanetti e angolo bar”. Mariani “falsamente negava di aver assistito ad accadimenti o approcci di natura sessuale”.

Accadimenti e approcci che invece sono stati accertati: “con sentenza definitiva, nei riguardi di Fede Emilio, Mora Dario e Minetti Nicole”. E “l’escussione delle molte giovani donne che a quelle serate avevano partecipato ha consentito di appurare, come dato certo ed incontrovertibile, in quanto confermato da plurime e concordi testimonianze, il fatto che in quei convegni effettivamente gli ospiti venivano intrattenuti, mediante balletti sensuali o esplicitamente erotici da parte di ragazze che, all’occasione, si prestavano anche a compiere con il padrone di casa e con gli invitati atti sessuali di varia natura”.

Ha detto dunque il falso ai giudici, Mariani, quando il 19 ottobre 2012 ha raccontato che le ragazze “ballavano… c’è sempre un tentativo di mettersi in mostra a una persona magari più importante. Però non sono atteggiamenti che sfociano in sesso”. Con Silvio, al massimo, c’era una “stretta di mano”. Nell’udienza dell’11 gennaio 2013, poi, il pianista giura di non aver visto Nicole Minetti nuda (come invece accertato): “purtroppo”, aggiunge. Quanti soldi passano da Berlusconi a Mariani: 474 mila euro dal 2006 al 2011. Per il pianista, invece, solo “regali ogni tanto”. Poi la sua difesa ammette e spiega: Mariani aveva mentito per il timore di una verifica fiscale.

Dunque, secondo i giudici che lo condannano per falsa testimonianza, Mariani ha ricevuto un fiume di soldi e ha “consapevolmente voluto negare circostanze a lui ben note, all’evidente scopo di non pregiudicare il suo rapporto fiduciario con l’ex presidente del Consiglio, la cui conservazione evidentemente valeva ben più della minaccia costituita dalla sanzione penale”. Secondo i giudici che invece lo assolvono insieme a Berlusconi dall’accusa di corruzione, il pianista ha sì mentito, ma non perché corrotto dal fiume di denaro ricevuto dal leader di Forza Italia. Forse “per il legame professionale e amicale che lo legava, da tempo, a Berlusconi”: Mariani è un professionista, Berlusconi un amico.

Il Fatto quotidiano, 21 gennaio 2022
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