CULTURE

Torna la Scala, il pubblico, gli applausi. Nella video-città distopica di Macbeth

Torna la Scala, il pubblico, gli applausi. Nella video-città distopica di Macbeth

È tornata la Prima della Scala, con il pubblico in teatro e i riti della mondanità in presenza, dopo la Prima in Dad dell’anno scorso. In palcoscenico, sulla musica di Verdi, Macbeth e la Lady, tra gli applausi a scena aperta, delirano e vanno sonnambuli verso il gorgo del potere che li inghiotte. Nel foyer, tornano a mostrarsi i potenti veri e presunti. Fuori, qualche protesta, anch’essa ormai di rito, nel corridoio lasciato libero davanti a palazzo Marino, in una Milano blindata fin dal mattino.

Nel palco reale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da un lunghissimo applauso (6 minuti, due anni fa furono 10; e io, francamente, non ho sentito gridare “bis!”, come tutta la stampa ha scritto). Accanto, la presidente del Senato Elisabetta Casellati, il sindaco Giuseppe Sala, il presidente della Regione Attilio Fontana, il ministro della Cultura Dario Franceschini. Grandi applausi alla Lady, Anna Netrebko, a Macbeth, Luca Salsi, e al direttore Riccardo Chailly. Qualche “buuuuu” al regista Davide Livermore che trasforma la Scozia di Shakespeare in una video-città onirica e distopica dagli interni Decò. Per la prima volta, manca in platea Carla Fracci.



Il Fatto quotidiano, 8 dicembre 2021 (versione aggiornata)
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