POLITICA

Siamo in buone mani. Ecco il guru di Letizia Moratti

Siamo in buone mani. Ecco il guru di Letizia Moratti

Siamo in buone mani. Quelle di Letizia Moratti, che da assessore alla Sanità della Regione Lombardia deve ora farci dimenticare gli errori del suo predecessore, Giulio Gallera. E quelle di Mario Azzoni, il pranoterapeuta di fiducia dell’ex sindaco di Milano, che con le sue mani guarisce schiere di pazienti.

Per i santoni ha sempre avuto una gran passione, lady Moratti, a cominciare da Vincenzo Muccioli, il fondatore della comunità di San Patrignano: anche se non ne parla più volentieri, tanto che ha di fatto rifiutato di essere intervistata per il docufilm Netflix SanPa.

Azzoni, amico di vecchia data, è il guru che l’ha consolata la sera più nera della sua vita politica, quel lunedì 16 maggio 2011 in cui fu sonoramente sconfitta da Giuliano Pisapia e dovette lasciare Palazzo Marino. Ora torna sulla scena pubblica, entrando da vicepresidente a Palazzo Lombardia con l’incarico di occuparsi della salute dei lombardi: ma come farà a coniugare medicina e rigore scientifico con le sue passioni New Age e il suo amore per la “Biopsicotronica”? È la disciplina inventata da Azzoni, ex pollivendolo di Lecco diventato ricchissimo curando con l’imposizione delle mani la lunga fila di postulanti che si presentano ogni giorno nelle due sedi dell’Istituto di Biopsicotronica a Milano e a Como.

Lo raccontarono sul Fatto, nel 2011, Vittorio Malagutti e Thomas Mackinson, che rivelarono anche le cassaforti estere di Azzoni, guru offshore con società svizzere o addirittura basate nelle remotissime Marshall Islands, paradiso fiscale nel bel mezzo dell’oceano Pacifico. In Italia, il mago ha conquistato un grande seguito e la fama di riuscire a diagnosticare un tumore solo guardando il paziente, o fare una diagnosi esaminando semplicemente i suoi indumenti.

I “miracoli” di Azzoni come guaritore (si racconta che abbia fatto camminare un uomo paralizzato alle gambe) non si sono ripetuti in politica: la sua lista “Giovani per l’Expo! Insieme a Letizia” al primo turno delle elezioni per il sindaco nel 2011 racimolò soltanto lo 0,2 per cento, benché avesse speso per la campagna elettorale la bellezza di 970 mila euro (il triplo del Pd). Eppure Azzoni era il consigliere ascoltatissimo dell’allora sindaco di Milano, consultato prima di ogni decisione delicata, nonché presidente di “Casa Letizia”, associazione che si proponeva come “punto d’ascolto” e “spazio civico” per i cittadini, con sede a Milano presso il comitato elettorale di Letizia Moratti.

La “Biopsicotronica” di cui Azzoni è l’iniziatore crede che “la malattia indichi mancanza di coordinamento del corpo, dell’anima e della mente. Il segmento del cosmico, che è la ‘personalità’ dell’anima individuale, ha una forma precisa alla quale il corpo dovrebbe conformarsi. L’anima infatti ha una sua personalità. La mente, la coscienza e la volontà devono contribuire a rendere il corpo un tempio armonioso. Bisogna avere la forza e il coraggio di cambiare la nostra vita e riaggiustare tutte le abitudini fisiche e mentali che generano attrito. Le richieste sincere per renderci migliori sono vitali. Noi otteniamo dal cosmico ciò che domandiamo con sincerità”.

Chissà che risposte darà ora “il cosmico” alle domande, certamente sincere, del neoassessore che sarà alle prese con i vaccini e con la riforma del “modello Maroni” della Sanità lombarda, messa a dura prova dalla pandemia.

Azzoni (che ha appena incassato 10 mila euro di aiuti Covid di Stato) intanto spiega al Fatto che negli ultimi tempi ha allentato i contatti con Letizia Moratti: “I nostri rapporti si sono diradati, ma siamo amici da tanto tempo, ci siamo sentiti quando è stato male e poi è mancato il marito, Gian Marco Moratti, lo andavo a trovare, eravamo amici. Ma ora non ho né tempo né voglia di occuparmi di politica, perché è una brutta bestia che non mi interessa più”.

La condanna di Letizia Moratti per danno erariale prodotto quand’era sindaco di Milano e l’inchiesta in corso per operazioni realizzate come presidente di Ubi Banca, compreso il sospettato contrabbando di petrolio dell’Isis, non le hanno impedito il ritorno sulla scena politica. “Non posso che augurarle buon lavoro”, conclude il suo guru. “Ma chi gliel’ha fatto fare… Si è assunta un impegno gravoso. Però è una donna con tante risorse, qualche soluzione la troverà”.

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di Gianni Barbacetto e Gaia Scacciavillani, Il Fatto quotidiano, 14 gennaio 2021
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