Milano, la strana gara (con un solo concorrente) del tram bidirezionale
Appena entrato in servizio, è subito balzato alle cronache per l’incidente del 27 febbraio che ha causato due morti e oltre cinquanta feriti: è il Tramlink della azienda svizzera Stadler Rail, prodotto nel suo stabilimento spagnolo di Valencia.
Sono subito scoppiate polemiche sulla sicurezza. Il disastro viene attribuito a un malore del conducente: ma perché quel tram non è stato fermato dal sistema di sicurezza, come previsto in maniera automatizzata nei casi in cui il manovratore non sia più in grado di controllare la vettura? A queste domande risponderà l’inchiesta giudiziaria che è in corso alla Procura di Milano.
Nessuna inchiesta è invece aperta – per ora – sulla strana gara d’appalto che ha portato a Milano i Tramlink. È una procedura avviata nel 2019, con amministratore delegato di Atm Arrigo Giana, vinta – veniamo a scoprire ora – dall’unica azienda ammessa alla gara: la società Stadler Rail Valencia Sa, del gruppo svizzero Stadler, che si è aggiudicata un “accordo quadro per un importo complessivo massimo di 172,6 milioni più iva” e un “contratto applicativo per la fornitura di 30 tram per un importo complessivo di 75,5 milioni più iva”.
La Stadler era la sola azienda che poteva fornire i tram con le specifiche tecniche richieste. Lo ammette il Verbale di aggiudicazione, che il Fatto ha potuto vedere. Dunque la gara competitiva di fatto non c’è stata, perché, nel pur affollato panorama dei produttori di vetture ferrotranviarie, una sola azienda poteva fornire il prodotto richiesto. Il bando di gara è stato cucito addosso alla società che doveva vincere? Questa è la domanda che risuona tra Palazzo Marino e le sedi dei partiti d’opposizione alla giunta di Giuseppe Sala.
Enrico Marcora, consigliere di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, ha chiesto all’Atm di avere in visione la documentazione della gara e domanda all’amministrazione come sono state compilate le specifiche tecniche dell’appalto, che non hanno trovato altra azienda che la Stadler in grado di soddisfarle.
La richiesta determinate era quella che i tram fossero bidirezionali, cioè con due cabine di guida ai due capi della vettura. Questo aumenta la spesa d’acquisto di almeno il 40% rispetto ai veicoli con una sola cabina di guida. Averne due non porta gran benefici per il servizio pubblico: perché a Milano tutte le linee tranviarie in funzione hanno, da sempre, una rotatoria ai capolinea che permette al tram di girare e tornare indietro.
All’arrivo del primo tram, il 1 dicembre 2022, il sindaco Sala aveva scritto su Facebook un post entusiasta, rivendicando in prima persona la scelta: “Questa notte è arrivato il primo dei nuovi 60 tram Stadler che abbiamo ordinato. Si tratta di mezzi bidirezionali, più sicuri e a maggiore efficienza energetica. Il trasporto pubblico merita investimenti di questo tipo per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Come sempre, Milano è pronta a fare la sua parte”.
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