Bologna come Milano? Decolla l’inchiesta sui “mostri urbani”
Bologna come Milano? L’inchiesta sull’urbanistica decolla anche nella città emiliana. I carabinieri si sono presentati negli uffici del Comune e hanno acquisito i documenti relativi a 13 palazzi di recente edificazione.
Sono quelli ormai comunemente chiamati “mostri urbani”, elencati in un esposto alla Procura di Bologna presentato già nel dicembre 2024 e firmato da 18 cittadini di diversi comitati, tra cui Andrea De Pasquale del comitato “Bologna vuole vivere”, ex consigliere provinciale del Pd e oggi animatore di una rete civica attiva sui temi ambientali e urbanistici. L’esposto ipotizza che i 13 edifici siano stati realizzati (come quelli già sotto indagine a Milano) in violazione delle norme urbanistiche. I carabinieri hanno anche eseguito sopralluoghi nei 13 palazzi su cui è partita un’indagine assegnata alla pm Anna Sessa.
Il Comune di Bologna ha risposto ai comitati che le operazioni immobiliari in corso sono tutte conformi alla legge urbanistica regionale. I comitati hanno replicato che almeno dieci dei 13 palazzi sono stati edificati senza il piano attuativo particolareggiato, dunque senza gli oneri che i costruttori sono tenuti a versare per realizzare i servizi ai cittadini.
La definizione “mostri urbani” è stata usata anche dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, durante la campagna elettorale per la sua elezione: per promettere che operazioni immobiliari di quel tipo, permesse dalle giunte precedenti (sindaco Virginio Merola), non sarebbero più state realizzate nel caso fosse stato eletto.
In città sono però segnalati altri interventi in corso, più recenti, che si aggiungono ai 13 contenuti nell’esposto. In via Toscana 136, al posto delle ex scuole Ferrari di due piani, è previsto un edificio di otto piani. In via Scandellara 7, su prati verdi sono cresciuti edifici residenziali fino a dodici piani. Otto piani anche per l’edificio residenziale di via Renato Fava, in luogo di un capannone solo piano terra.
Trasformazione radicale anche per l’ex Mercatone Uno di via Stalingrado: saranno demoliti due capannoni e una palazzina, sostituiti da un complesso residenziale con altezza fino a 24 metri. L’intervento è stato permesso al proprietario – una società immobiliare del gruppo Unipol – senza piano attuativo, con intervento edilizio diretto (permesso di costruire), con aumento delle volumetrie, cambio di destinazione d’uso da direzionale a residenziale e monetizzazione degli standard urbanistici di soli 550 mila euro.
In via Rimesse 4, al posto del centro commerciale Tre stelle, un capannone di solo piano terra, è previsto uno studentato di otto piani, per 533 posti letto. Solo 28 di questi saranno dati in convenzione, per 12 anni, al costo calmierato di 400 euro al mese. Tutti gli altri posti letto saranno affittati a oltre 1.000 euro al mese: “Questo provocherà un cambiamento anche sociale di Bologna e un mutamento della sua popolazione universitaria”, commenta De Pasquale. “Attirerà una clientela straniera, araba, americana, o comunque molto abbiente. Sarà l’avvio di un’altra Bologna”.
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GLI ALTRI “MOSTRI URBANI”
denunciati dopo l’esposto del dicembre 2024
(cantieri in corso nell’ottobre 2025)
EX SCUOLE FERRARI
Via Toscana 136.
Edificio di 8 piani al posto di scuola di 2 piani.
La scuola demolita:

L’edificio di progetto:

PALAZZI SCANDELLARA
Via Scandellara 7 (angolo via Fernanda Pivano).
Serie di palazzi residenziali alti fino a 12 piani al posto di un lembo di campagna urbana.
Come era prima:

Com’è adesso (settembre 2025):


EX CENTRO COMMERCIALE TRE STELLE
Via Rimesse 4 (tra via Rimesse e via Cavalieri).
Al posto di un capannone di solo piano terra, è previsto un edificio a L di 8 piani, adibito a studentato, per totali 533 posti letto. È previsto che 28 posti letto siano dati in convenzione per 12 anni al costo calmierato di 400 euro mensili per 11 mesi. È prevista anche la realizzazione di un parcheggio pubblico da 58 posti auto e di un’area verde di 5 mila mq.
Com’era prima (maggio 2024):

Com’è adesso (settembre 2025):

L’edificio di progetto:

EDIFICIO VIA FAVA
Via Renato Fava.
Edificio residenziale di 8 piani al posto di un capannone solo piano terra.
Com’era prima:

L’edificio di progetto:

EX MERCATONE UNO VIA STALINGRADO
(in fase di cantierizzazione)
Area delimitata da via Cesare Gnudi (a sud), via Aldo Moro (a nord), via Stalingrado (a ovest).
L’intervento di riqualificazione prevede la demolizione di tre fabbricati (due capannoni e una palazzina) e il recupero delle volumetrie esistenti incrementate del 20%, per la realizzazione di un complesso residenziale. L’altezza prevista è di 24 metri, la superficie utile di 3.800 mq. Il volume massimo di 19 mila metri cubi. Le dotazioni urbanistiche richieste sono un percorso pedonale su via Stalingrado e un attraversamento pedonale su via Gnudi. È stata concordata la monetizzazione totale delle dotazioni, pari a 550 mila euro. L’intervento è attuato con intervento edilizio diretto (Permesso di costruire) previa convenzione. Proprietario e attuatore: MIDI srl, società immobiliare del gruppo UNIPOL. La convenzione urbanistica attuativa originaria è del 2018 ma viene modificata nel 2022, aumentando la superficie utile da 3.300 a 3.800 mq e cambiando la destinazione d’uso (da direzionale a residenziale).
Il progetto:

