GIUSTIZIA

Nordio: le leggi “ad personam” erano inutili. Ma davvero?

Nordio: le leggi “ad personam” erano inutili. Ma davvero?

Tira in ballo gli amanti, Carlo Nordio: “Amantium irae, amoris integratio est”. Ma quelli tra il Guardasigilli e i suoi ex colleghi magistrati non sembrano proprio “litigi di amanti” che sarebbero “un’integrazione dell’amore”. Si presentano invece come un conflitto netto e insanabile.

Nell’intervista a Giovanni Bianconi ieri sul Corriere, Nordio ripete la falsità numero 1 dell’armamentario berlusconiano, quella sull’“avviso di garanzia” a Berlusconi “notificato a mezzo stampa”. I fatti sono diversi: l’“invito a comparire” gli fu recapitato a Roma il giorno prima che la notizia delle indagini uscisse sul Corriere il 22 novembre 1994 e il testo gli fu letto al telefono la sera prima.

E le leggi ad personam? “Certamente Berlusconi ha perso tempo e opportunità con leggi ad personam, tra l’altro inutili”. A scorrere l’interminabile elenco delle norme confezionate su misura, non sembra proprio che sia stato tempo perso, né che siano state inutili. Hanno protetto le sue aziende, hanno salvato Rete 4 che altrimenti sarebbe finita sul satellite, hanno fatto risparmiare 242 milioni di euro al suo Milan nel 2002. Hanno abolito la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (come il suo).

Non è riuscito a mantenere la promessa “meno tasse per tutti”, ma per sé qualcosa è riuscito a fare: nel 2005 ha risparmiato 340 milioni di imposte grazie alla detassazione delle plusvalenze da partecipazione, dopo che la sua Fininvest aveva ceduto una quota (il 16,8%) di Mediaset.

È però sui suoi processi che Silvio dà il meglio di sé. Fa evaporare i procedimenti per falso in bilancio cambiando la legge, cosicché possano arrivare sentenze di proscioglimento perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. Delle nove prescrizioni di cui ha goduto, quattro sono arrivate a cancellare condanne già incassate in primo grado o in appello, per fatti considerati accertati dalle stesse sentenze che lo prosciolgono dopo aver preso atto che il tempo era scaduto. E le prescrizioni non erano piovute dal cielo, ma propiziate dalle modifiche legislative che Silvio si era assicurato (come la ex Cirielli del 2005, che aveva dimezzato i termini di prescrizione).

Ma tutto questo Nordio non lo sa. Per lui Berlusconi è stato sepolto da una “valanga di procedimenti” che hanno “innescato un corto circuito funesto”. Le leggi ad personam come legittima difesa: tesi già sostenuta dal condannato per mafia Marcello Dell’Utri. “La nemesi poi ha voluto che fosse vittima di una interpretazione retroattiva, contra personam, della legge Severino”: qui Nordio compie un errore marchiano, perché la decadenza da senatore non è l’applicazione retroattiva di una sanzione penale ma, come hanno stabilito i giudici costituzionali, è una norma di diritto civile a tutela delle istituzioni.

Quanto al presente, via l’abuso d’ufficio e il traffico d’influenze, “perché tutti i sindaci e gli assessori ne sono oppressi senza aver fatto nulla di male”. Gli amministratori avranno mani libere, con buona pace dei cittadini che resteranno indifesi davanti alla Pubblica amministrazione; e dell’Europa che (una volta tanto) ci chiede davvero di non abolirli. Ma “no, abbiamo spiegato in modo convincente al commissario europeo Didier Reynders quale sia l’arsenale complessivo dei nostri reati punibili”. Evviva l’arsenale.

D’ora in poi ci vorranno tre giudici per decidere gli arresti, che dovranno essere comunicati prima all’interessato. Per evitare un po’ di ridicolo, è stata aggiunta qualche eccezione. Ma per Nordio è “un principio di civiltà e razionalità”. E il bavaglio sulle intercettazioni? Non è una ferita alla libertà d’informazione, “perché la segretezza è l’altra faccia della libertà”.

Il Fatto quotidiano, 23 giugno 2023
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