RUBY

La prova che incastra B: soldi a Ruby sul conto del fidanzato

La prova che incastra B: soldi a Ruby sul conto del fidanzato

Si sa che l’idillio, se c’è mai stato, è finito da tempo. I rapporti tra Karima El Mahroug, detta Ruby Rubacuori, e l’ex compagno Luca Risso, padre di sua figlia Sofia Aida, è pessimo. Lo dimostrano anche le chat tra i due, finite nelle mani dei pm della Procura di Milano: “Ha pagato per far tacere te, non me”, scrive Risso in risposta a Ruby che lo incalza con una raffica di richieste e accuse. È la prova che chiude il cerchio: “Ha pagato”. E “per fare tacere te”. I due parlano di Silvio Berlusconi, che è sotto processo per corruzione in atti giudiziari con l’accusa di aver pagato Ruby e ad altri 27 testimoni, per farli mentire davanti ai giudici, per addomesticare i loro racconti sulle “cene eleganti” del 2010 ad Arcore, nell’estate del bunga-bunga.

I soldi. Sono tanti, quelli usciti dalle tasche di Berlusconi e finiti a Ruby, alle altre ragazze e agli ospiti che partecipavano alle feste di Villa San Martino. Almeno una decina di milioni, secondo i pm della Procura di Milano Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, oltre ad auto, case, regali. Ora una rogatoria arrivata dalla Svizzera fornisce la prova definitiva che è proprio di Risso il conto dove arrivavano i soldi partiti dalla Svizzera e approdati in Messico, dove Risso si è trasferito da Genova dopo lo scoppio dello scandalo, insieme a Karima, che però è poi tornata in Italia. La rogatoria riguarda tre versamenti per un totale di circa 400 mila euro. Sono inviati dalla Pkb Privatbank sa di Lugano, in Canton Ticino, dove il 2 marzo 2011 viene aperto un conto denominato 1.0.26007-Fashion di cui è “titolare e avente diritto economico” “Risso Luca, nato il 20 aprile 1969 e abitante a Genova”.

Nelle carte mandate a Milano dal procuratore pubblico di Lugano, Fiorenza Bergomi, c’è anche un biglietto scritto a mano da Risso e inviato al direttore della Pkb Privatbank, Oberto della Torre di Lavagna: “Gentilissimo dottore Della Torre”, scrive l’ex compagno di Ruby, “La prego cortesemente di voler bonificare, con cortese urgenza, sul mio conto presso la Monex di Playa del Carmen, numero 018273801 la somma di euro 60.000 (sessantamila). Il conto è lo stesso utilizzato per il bonifico precedente”.

Risso ha fretta: “La pregherei di farmi il bonifico entro giovedì perché in data successiva sarei costretto a pagare una penale per il mancato inizio dei lavori nella mia proprietà, qui a Playa. In allegato le invio tutti i dati richiestomi nel precedente. Ringraziandola, le porgo i migliori saluti”. Dunque i soldi viaggiano dalla Pkb Privatbank di Lugano fino alla Monex di Playa del Carmen, dove Risso ritira i contanti.   I documenti arrivati per rogatoria sono stati depositati da Siciliano e Gaglio nel procedimento detto Ruby 3, in cui Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari con l’accusa di aver dato soldi a Ruby e ad altri 27 testimoni, per farli mentire davanti ai giudici. Alcuni degli imputati sono accusati di falsa testimonianza e di corruzione in atti giudiziari, in concorso con Berlusconi. Altri solo di falsa testimonianza.

Il dibattimento è stato sospeso, su richiesta dell’avvocato di Berlusconi, Federico Cecconi, per permettere all’ex presidente del Consiglio di partecipare alla campagna elettorale per le europee. Riprenderà a Milano il 10 giugno. In quella data, i pm riprenderanno il filo per dimostrare che i pagamenti ci sono stati. Alcuni sono stati ammessi da Berlusconi, che ha spiegato lo stipendio mensile che per un periodo ha passato alle ragazze come un contributo offerto generosamente a chi, per aver partecipato alle sue feste, aveva perso il lavoro e “aveva avuto la reputazione macchiata e la vita rovinata da magistrati e giornalisti”. Luca Risso, però, che secondo l’accusa avrebbe dovuto controllare l’imprevedibile Ruby, nella sua chat segreta le dice chiaramente che i soldi sono stati dati “per far tacere te”.

In questa storia non ci sono solo movimenti bancari, ma anche giri di contante. Nelle carte che Siciliano e Gaglio mostreranno in aula dopo il 10 giugno c’è anche il racconto di un incontro quasi magico. Genova, esterno giorno. Un’auto blu di grossa cilindrata arriva e si ferma davanti al padre di Luca Risso. Ne scende un uomo vestito di un completo scuro che infila una busta nel taschino di Risso senior. A casa, sarà Ruby ad aprirla, estrarre un pacco di banconote ed esclamare: “Sono 80 mila euro”.

Il Fatto quotidiano, 3 maggio 2019
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