SISTEMA MILANO

Benvenuti a Salaland, la città delle mille “Week”

Benvenuti a Salaland, la città delle mille “Week”

La Fake Week dei cittadini contro l’inganno green: a Milano 3.670 morti all’anno per cause ambientali.

Milano è una metropoli che è stata trasformata in un grande eventificio. Propaganda & interessi, storytelling & pubbliche relazioni. Il calendario dell’anno è segnato dalle Week. Fashion Week, Art Week, Design Week, Food Week, Beauty Week (in corso in questi giorni), Digital Week, Music Week, Wine Week, Green Week. Ci sono anche la Pet Week, la Jewelry Week, la Watch Week, la Vintage Week. Migliaia di eventi con prosecchino e gadget (così si crea la fila per ottenere il profumino gratis e l’evento diventa un successo instagrammabile).

La più ipocrita di tutte è la Green Week, che celebra le magnifiche sorti e progressive del verde e dell’ambiente, nella città tra le più cementificate e inquinate d’Europa. Lo dimostra ora, per l’ennesima volta, anche la ricerca europea Valesor, coordinata dall’Università di Angers, in Francia, che calcola i danni alla salute e i costi economici provocati dall’inquinamento in Europa. Li valuta, per la Grande Milano, 11,5 miliardi.

La ricerca allinea e somma i costi valutabili per le morti provocate da cause ambientali, gli anni di vita persi, le giornate di lavoro mancate, i costi sanitari di farmaci e cure ospedaliere. Dati certi sono impossibili, ma le stime scientifiche dicono che nella Grande Milano muoiono ogni anno per inquinamento 3.670 persone. Ci sono 760 casi di ictus, 668 infarti, 403 tumori al polmone, 2.357 nuovi casi di demenza negli anziani, 1.245 nuovi casi di asma nei bambini.

Il livello medio annuo di Pm2,5 – le polveri sottili killer – nella centralina peggiore di Milano è stato nel 2024 e 2025 di 21 microgrammi per metro cubo: la direttiva europea del 2024 prevede un limite di 10 microgrammi. Secondo lo studio Valesor, il Pm2,5 in Lombardia è il secondo fattore di rischio mortalità dopo l’ipertensione e prima del fumo, dell’obesità e degli alti livelli di glicemia. Milano in questo è molto peggio del resto d’Italia, dove il Pm2,5 è solo il quinto fattore di rischio.

In questa Milano gloriosa, dove aumentano anche i cittadini che rinunciano a curarsi perché non hanno soldi per la sanità privata, perché i ticket aumentano e le liste d’attesa s’allungano, la Rete dei comitati della Città metropolitana, che comprende una ventina di gruppi e associazioni, organizza dal 19 al 27 settembre la più insolita delle Week: la Fake Week, che intende denunciare le falsità delle celebrazioni ambientali e dei successi vantati dall’amministrazione comunale e dalla assessora all’Ambiente.

“L’inganno green è finito”, proclamano i comitati. La Fake Week è arrivata al quinto anno: la prima volta fu nel 2022, quando comitati, gruppi di quartiere e centri sociali organizzarono il primo flash mob sul tema. “Basta, non vogliamo più lasciarci intontire dalla spericolata propaganda di un’amministrazione comunale che è daltonica, strabica e orba”, dicono gli organizzatori della edizione attuale. “Daltonica, perché vede verde dove c’è solo grigio; strabica, perché vede alberi dove ci sono stecchini rinsecchiti; orba, perché non si accorge che 400 mila milanesi hanno dovuto lasciare la città”.

Il programma della Fake Week non ha prosecchini o spritz da distribuire, né gadget da regalare. “Ci saranno tecnici, esperti, attivisti, testimoni, giornalisti e tanti cittadini e cittadine che sperimentano ogni giorno la distanza abissale tra il racconto e la realtà, tra la Milano che attrae capitali e quella che respinge le persone, tra la Milano dei grandi fondi internazionali e quella di chi tira la carretta, tra la città che privatizza anche l’aria e quella dove i beni comuni sono un ricordo sbiadito”.

Incontri “sullo stadio di San Siro svenduto ai privati e condannato a morte, sui parchi sfregiati dalle torri, sui boschi minacciati dall’onda grigia, sulle piazze roventi trasformate in isole di calore”. Gran finale domenica 27 settembre, con flash mob a cura del gruppo Forestami e Dimenticami.

Il Fatto quotidiano, 18 settembre 2026
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