SISTEMA MILANO

Il danno erariale c’è, ma nessuno deve pagare: i primi effetti della legge Foti

Il danno erariale c’è, ma nessuno deve pagare: i primi effetti della legge Foti

Si è verificato quello che il Fatto aveva scritto nell’aprile 2025. Fallita la Salva-Milano “penale” (spiaggiata in Senato), il governo Meloni ha fatto approvare la Salva-Milano contabile: una riforma della Corte dei conti che ha limitato i suoi poteri introducendo un salvacondotto per gli amministratori che hanno provocato danni erariali, ma che grazie alla riforma possono essere salvati per assenza di “colpa grave” e per presunzione della “buona fede”. Dunque, grazie alla legge Foti, non dovranno più risarcire i danni erariali provocati.

Tommaso Foti (Fratelli d’Italia), già primo firmatario della Salva-Milano, dopo la sconfitta in Senato si è rifatto facendo approvare la riforma che salva gli indagati delle inchieste milanesi sull’urbanistica dall’unica pena che temono davvero: pagare i danni erariali. Ecco ora la prima sentenza-Foti: la sezione lombarda della Corte dei conti ha assolto tre dipendenti del Comune di Milano che erano stati chiamati a pagare 128 mila euro di danni erariali a fronte di 321 mila euro di mancati oneri di urbanizzazione non versati al Comune.

Non li avevano pretesi dalla Bluestone di Andrea Bezziccheri, il costruttore delle Park Towers, due grattacieli di 23 e 16 piani: perché li avevano considerati la “ristrutturazione edilizia” di un magazzino di due piani.

Ora sono stati assolti dalla giustizia contabile, con grande giubilo del fronte unito mediatico del cemento, che però ha fatto finta di non capire quello che la sentenza dice: il danno erariale c’è, perché i due grattacieli sono nuova costruzione e dunque il Comune ha rinunciato a un sacco di soldi; ma non possono scattare le condanne per mancanza di “colpa grave”, già difficile da contestare prima, oggi impossibile dopo la riforma Foti.

I giudici aggiungono che i tre dipendenti comunali “non rivestivano ruoli apicali tali da poter esprimere le linee generali dell’azione amministrativa del Comune in materia urbanistica”: le responsabilità sono dunque di chi sta sopra di loro.

Il Fatto quotidiano, 3 luglio 2026
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