SISTEMA MILANO

Un altro cantiere sequestrato. Su un sito archeologico volevano costruire un hotel

Un altro cantiere sequestrato. Su un sito archeologico volevano costruire un hotel

Un altro cantiere sequestrato a Milano. Il 30 aprile, è la volta del cantiere di via Zecca Vecchia, a cui la Guardia di finanza mette i sigilli su ordine del gip Mattia Fiorentini, a cui era arrivata la richiesta della pm Marina Petruzzella e del procuratore aggiunto Paolo Ielo. Sono 39 gli indagati per un progetto che puntava a realizzare in quell’area nel pieno centro di Milano un hotel di cinque piani con 199 stanze, da costruire su un’area di interesse archeologico un tempo occupata da un garage poi abbattuto.

Secondo il giudice, il Comune “con la sua inerzia”, ha consentito alle imprese “l’occupazione” di quell’area, sottraendola “alla popolazione” e nonostante fosse destinata al recupero “come spazio aperto per la fruizione pubblica”, in ragione “della monumentalità e importanza archeologica e storica”. L’area è un “importante sito del demanio archeologico”, dove sorgeva il “foro della città antica romana, all’incrocio tra il cardo e il decumano”.

I reati contestati vanno dalla lottizzazione abusiva al falso. Indagati sono imprenditori, tecnici, dirigenti e funzionari del Comune di Milano, tra cui due dei protagonisti della gestione dell’urbanistica milanese negli ultimi anni, già indagati in altre inchieste: i dirigenti Simona Collarini e Andrea Viaroli, l’ex dirigente Giovanni Oggioni (che fu anche arrestato nel marzo 2025 con l’accusa di corruzione). Indagati anche alcuni componenti della Commissione paesaggio, l’organismo del Comune che a Milano dà il via libera a operazioni edilizie, ma è composto da progettisti che lavorano per gli operatori edilizi.

Le accuse: una “sequenza coordinata di atti falsi istruttori”, con i privati che “hanno continuato ininterrottamente a premere gli uffici del Comune” affinché rilasciassero “i titoli edilizi alle loro condizioni”, “in grave violazione di legge”. I pm segnalano uno strano cambiamento di atteggiamento dell’amministrazione: un dirigente come Andrea Viaroli “è passato dall’attivismo più spinto nel forzare la procedura per favorire il conseguimento del titolo edilizio alle condizioni dettate dal privato, all’improvviso stallo della pratica non sostenuto da alcuna motivazione in un atto ufficiale del medesimo ufficio”.

Tutto ciò “appare fortemente sintomatico dell’assenza di trasparenza e dell’arrabattarsi dei pubblici ufficiali di quegli uffici a fronte dei condizionamenti indebiti ricevuti da più parti”. Alla fine, è prevalsa “l’inerzia degli uffici del Comune, preposti e competenti a sbloccare lo stallo sull’area”, che “sta consentendo l’occupazione sine die della stessa area da parte dell’operatore privato”. Il costruttore pretende “illecite condizioni” per realizzare l’hotel, mentre i funzionari comunali “si sono trincerati in una colpevole inerzia”.

(Foto: Urbanfile)


AGGIORNAMENTO.
Dopo il sequestro, il Comune di Milano ha fatto buon viso a cattivo gioco e il 30 aprile 2026 ha comunicato alla società Ca Thorr che entro 10 giorni emetterà il “provvedimento di diniego” per l’operazione edilizia di via Zecca Vecchia (hotel a sette stelle eccetera). La Procura ha allora dissequestrato il cantiere. Ora vedremo come proseguirà il rapporto tra la società e il Comune.

giannibarbacetto.it, 2 maggio 2026 (appunti). Aggiornamento: 8 maggio 2026
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