SISTEMA MILANO

Indagine sulla vendita di San Siro. Perquisizioni a Palazzo Marino

Indagine sulla vendita di San Siro. Perquisizioni a Palazzo Marino

Sembrava chiusa, la partita di San Siro. Quella definitiva, che il 1° ottobre 2025 ha deciso la vendita dello stadio Meazza e delle aree intorno, cedute dal Comune di Milano ai fondi esteri che controllano Milan e Inter. Invece ora partono i tempi di recupero e gli arbitri (cioè i pm della Procura) hanno chiesto l’intervento del Var per verificare la regolarità dell’operazione.

Ieri perquisizioni della Guardia di finanza a Palazzo Marino, nella sede di M-I Stadio (la società di Milan e Inter che gestisce il Meazza) e negli uffici e abitazioni di dirigenti comunali, consulenti e manager delle due squadre, tutti indagati nell’ipotesi che il bando di vendita sia stato costruito su misura per Milan e Inter, con “collusioni consistite in costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti”. Così scrive il gip Roberto Crepaldi che ha autorizzato le perquisizioni chieste dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi.

Tra i nove indagati per turbativa d’asta e rivelazioni di segreto ci sono alcuni dei protagonisti del Sistema Milano: Christian Malangone, direttore generale del Comune e braccio destro del sindaco Giuseppe Sala; Giancarlo Tancredi, responsabile unico del procedimento di vendita e poi assessore all’urbanistica (2021-2025); Simona Collarini, direttrice della pianificazione del Comune; Ada Lucia De Cesaris, ex assessore all’urbanistica e vicesindaco (2011-2015) di Giuliano Pisapia, poi diventata fin dal 2016 consulente dell’Inter per l’affare dello stadio. Indagati anche i consulenti del Milan, Giuseppe Bonomi e Marta Spaini, dell’Inter, Fabrizio Grena, e due manager dei nerazzurri, l’amministratore delegato (2018-2025), Alessandro Antonello e il Chief operating officer, Mark Van Huuksloot.

Compravendita combinata, secondo l’accusa, con multiple “rivelazioni di segreto” da parte di alti dirigenti del Comune a consulenti dell’Inter. E arrivata dopo una “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente” durata ben sei anni, fino alla confezione su misura dell’Avviso pubblico di vendita del 24 marzo 2025. Con quell’atto, i fondi esteri proprietari di Milan e Inter hanno acquisito – a buon prezzo – lo stadio Meazza e 280 mila metri quadrati di terreni attorno, con il progetto di abbattere l’impianto, costruirne uno nuovo e dare il via nell’area a un’operazione immobiliare da oltre 2 miliardi di euro.

La lunghissima partita per l’operazione San Siro era iniziata nel 2017, con trattative private gestite personalmente dal sindaco Sala, in particolare con il presidente del Milan, Paolo Scaroni. Negli anni, gli amministratori pubblici hanno rivelato segreti d’ufficio e turbato la procedura. Lo provano – secondo i pm – le chat in cui Malangone e Tancredi anticipano a De Cesaris una bozza di delibera del 5 novembre 2021; e un’altra chat di Tancredi che anticipa a Van Huuksloot una delibera comunale del 19 gennaio 2023.

Alla fine, il 24 marzo 2025, arriva l’Avviso pubblico per raccogliere le “manifestazioni di interesse” per l’acquisto di stadio e aree. È un atto “equipollente al bando di gara”, ma per la Procura è confezionato su misura per le due squadre, per non lasciare spazi ad altri eventuali compratori: “L’Avviso pubblico, costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive – oltre che per il brevissimo termine concesso – andava deserto, comportando la successiva vendita dell’area San Siro all’unico offerente”.

Tutta la procedura è stata – per i pm – concordata con Milan e Inter con “rilevanti condotte collusive”. “Venivano concordati i contenuti delle principali delibere e determine dirigenziali”, “in conformità alle richieste delle società”. Le squadre erano informate in diretta dai dirigenti del Comune di ogni mossa, come ricostruiscono meticolosamente i pm nelle 68 pagine del decreto di perquisizione, con tanto di tavole sinottiche che mostrano le corrispondenze tra le richieste delle squadre, le anticipazioni degli amministratori e le deliberazioni finali.

Perfino la lettera del Comitato SìMeazza contro l’abbattimento dello stadio, inviata il 10 gennaio 2022 da Luigi Corbani al sindaco Sala e all’assessore Tancredi, compare immediatamente sul gruppo Whatsapp composto da De Cesaris, Antonello e Van Huuksloot. “Venivano anche condivisi i dettagli in merito ai potenziali vincoli culturali pendenti sullo Stadio”, concordando che la vendita dovesse concludersi entro il 10 novembre 2025, per “neutralizzare il vincolo legale e di interesse pubblico riconosciuto dal ministero della Cultura”.

Il Fatto quotidiano, 1 aprile 2026
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