SISTEMA MILANO

La variante Balich. Nel giardino nascosto (benissimo) a Milano

La variante Balich. Nel giardino nascosto (benissimo) a Milano

Marco Balich è il creativo creatore di cerimonie olimpiche e altri eventi. Si definisce così: Creative Director and Executive Producer of Worldwide Institutional Events. È sua la regia dello show di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 (non della ancor più creativa telecronaca televisiva). Ha inventato spettacoli per sedici Olimpiadi, da Salt Lake City 2002 a Torino 2006, da Sochi 2014 a Rio 2016, da Tokyo 2020 fino, appunto, a Milano-Cortina. Ha progettato la cerimonia della Coppa del Mondo Fifa 2022 in Qatar. Ricordate l’Albero della Vita di Expo Milano 2015? È roba sua.

Il mio preferito però è il braciere olimpico acceso a inizio febbraio all’Arco della pace di Milano, che con i suoi bagliori rossastri mi ha catapultato oltre la quinta stagione di Stranger Things e mi ha fatto sperare che Undici, dopo aver sconfitto Vecna e il Mind Flayer, si sia salvata dal Sottosopra e sia riuscita a sfuggire alla Meloni della serie Netflix – la dottoressa Kay – e ai suoi militari crosettian-trumpiani.

Ma lo sapevate che Balich ha dimostrato superpoteri (creativi) anche nella vicenda dell’urbanistica milanese? Ve li racconto. Il creativo creatore abita a Milano proprio nell’isolato che si affaccia su piazza Aspromonte, quello che è stato il caso numero uno di Grattacielopoli, la prima delle indagini sull’urbanistica milanese. Il costruttore (Andrea Bezziccheri della Bluestone) e il progettista (Paolo Mazzoleni, già presidente dell’Ordine degli architetti di Milano e oggi assessore Pd a Torino) avviano l’operazione Hidden Garden, “giardino nascosto”.

Un palazzone di sette piani nascosto benissimo: dentro un cortile di piazza Aspromonte. Cortile? Noooo, dicono i promotori, piuttosto uno “spazio intercluso”, un’area “saturata in modo frammentario e caotico”, uno “spazio residuale”. Il nome della rosa, il nome del cortile. Si sviluppa un dibattito magrittiano: “Questo cortile non è un cortile”. Ma anche questo giardino non è un giardino, perché l’Hidden Garden è un mammozzone di cemento che toglie vista, aria, luce agli abitanti che si affacciavano sul cortile, anzi, scusate, sullo spazio intercluso.

Gli abitanti si allarmano. Provano a protestare. Tra questi c’è anche Marco Balich il creativo creatore. Bezziccheri e Mazzoleni cercano di rassicurare tutti e per riuscirci coinvolgono l’allora assessore all’urbanistica Pierfrancesco Maran e i dirigenti degli uffici comunali: vogliono tranquillizzare gli abitanti dell’isolato e soprattutto vogliono convincerli a rinunciare a proteste e iniziative legali.

Promettono una parziale modifica del progetto e arrivano nel 2019 a una transazione con Balich e alcuni degli abitanti, che poi Mazzoleni – dopo incontri diretti con Maran – usa per ottenere rapidamente “il rilascio del permesso di costruire, al fine di poter richiedere poi la variante a cui si erano impegnati”. Mazzoleni ha “asseverato falsamente che le opere erano conformi agli strumenti urbanistici approvati”.

Intanto nasce così la “variante Balich”, che dà respiro al creativo creatore e luce e aria alle sue finestre, spostando il cemento davanti agli altri abitanti: Mazzoleni e Bezziccheri non volevano esporsi all’ira funesta di Super-Balich, forse temendo i suoi rapporti con i demogorgoni di Stranger Things, che però conosceremo solo qualche anno dopo, quando Balich aprirà il varco con il Sottosopra nell’Arco della pace.

Non tutti però ottengono soddisfazione né si acquietano: la signora Paola, a cui “hanno tolto la luna”, che non vede più dalla sua finestra, firma l’esposto da cui partirà l’inchiesta numero uno di Grattacieli Puliti. Ora approdata a processo, con doppia costituzione di parte civile: di un gruppo di cittadini intervenuti in sostituzione del Comune (che si è ben guardato dal costituirsi, anzi tiene il sacco ai costruttori); e di una ventina di acquirenti di appartamenti dell’Hidden Garden che si sentono traditi da un giardino nascosto che alla fine si è rivelato né giardino né nascosto.

Il Fatto quotidiano, 13 marzo 2026
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