SISTEMA MILANO

Così i tre indagati commentavano in chat gli articoli del Fatto

Così i tre indagati commentavano in chat gli articoli del Fatto

di Marco Franchi /

Gran lettori del Fatto, i vertici del Comune di Milano. L’assessore (dimissionario) Giancarlo Tancredi, il direttore generale Christian Malangone, la (ex) dirigente dell’urbanistica Simona Collarini – tutti e tre indagati dalla Procura di Milano – seguivano e commentavano il lavoro dei giornalisti. In una chat di Whatsapp condivisa e finita sotto l’attenzione dei magistrati della Procura di Milano.

Il 15 febbraio 2023, un articolo del nostro giornale (firmato da Gianni Barbacetto) rivelava che il Consiglio di Stato, prima di prendere una decisione su un ricorso presentato sullo stadio di San Siro, voleva una relazione sul nuovo progetto proposto da Milan e Inter, che prevedeva la costruzione di un nuovo impianto e la demolizione del Meazza. Tancredi alle 8.27 scrive in chat: “Ma questa cosa del Consiglio di Stato sullo stadio? Una relazione dettagliata??”. Collarini: “La follia dilaga. Io mi rifiuto”. E poi: “Non riesco a collocare. Cus’è?”.

Malangone manda allora in chat il file dell’articolo del Fatto. Titolo: “San Siro non si abbatte: il Consiglio di Stato vuole una relazione sul progetto Milan-Inter”. Collarini: “Non ne so assolutamente nulla!!!! Sento Mandarano”. Antonello Mandarano è il direttore dell’avvocatura del Comune. Alle 12.57 Collarini torna in chat: “Confermo. Arrivata richiesta. Sto aspettando che mi mandino. Ufffffffffffffaaaaaaaaaaaa”. E infine: “Bello però che lo sappia prima barbacetto di noi!!!! Fanculo”.

Più tardi, Collarini riscrive in chat: “Ho scritto adesso ad avvocatura. ho letto la nota che ci han mandato. credo meglio vedersi. confusione tanta”. Malangone: “Ok. Nervi saldi”. Collarini: “Sempre. ahahaha… se no ci spariamo due, tre volte al giorno…”. Alle 9.14 del 4 gennaio 2024, Tancredi manda un altro file ai suoi due interlocutori: “Ecco l’immancabile Barbacetto”.

È un articolo dal titolo: “Che Milano sarà nel 2024: i progetti e i conflitti in città”, che allinea i progetti in corso e in previsione (Pirellino, Beic, villaggio olimpico, scalo Farini…). Tancredi è contrariato anche per un articolo di Repubblica, una volta tanto critico. “Ma Repubblica è ancora più irritante. Un ‘non’ articolo”. Collarini cerca una spiegazione per la “svolta” del quotidiano, solitamente favorevole all’amministrazione Sala, tanto da aver appena dato voce a due assessori, Tancredi e Guido Bardelli, intervistati sulle sue pagine: “Qualcuno avrà tirato le orecchie a Repubblica. Troppo obiettiva nell’aver (finalmente) dato voce sia al Comune con intervista a Giancarlo, sia a Bardelli. Qualcuno avrà pensato che era troppo. E si doveva tornare a dare addosso scrivendo solo cazzate”.

E ancora: “E ripeto. Il Fatto non stupisce. Il Corsera e soprattutto Repubblica… il discorso mi pare diverso. Su Corsera Schiavi spazia alla grandissima”. La critica è a Giangiacomo Schiavi, che nella sua rubrica delle lettere del Corriere Milano ha la colpa di dare spesso spazio anche alle voci di cittadini critici con le scelte del Comune.

Il 13 novembre 2024, è Malangone a scrivere in chat, alle 8.38: “Letto il Fatto?”. Tancredi risponde subito: “Pazzesco”. Quella mattina sul nostro giornale c’era un lungo articolo dal titolo “Milano, ecco tutti i nomi del Sistema Urbanistica”, in cui Gianni Barbacetto descrive il metodo incentrato sulla Commissione paesaggio, con una “cricca dell’urbanistica che decide chi può costruire e chi no, o almeno chi ha subito via libera e chi invece viene frenato: a meno che non si affidi alla persona giusta”.

L’articolo fa una decina di nomi, tra cui “la numero uno dell’urbanistica in Comune, Simona Collarini(indagata)”. Malangone: “Il giudice Barbacetto ha deciso. Se il progetto viene approvato è per favorire qualcuno, ma anche se il progetto viene respinto è per favorire qualcuno”. Il direttore generale poi chiede a Collarini: “Ma Simo scusa ma tu sei indagata?”. Collarini: “Non mi risulta. A oggi”. Malangone: “Appunto ma perché Barba sostiene il contrario”. Collarini: “Non lo so”.

Il 27 marzo 2025 il sempre attento Malangone manda in chat il link di un articolo, ancora di Barbacetto: “San Siro, non solo stadio. Il cemento raddoppia nell’area del Trotto”. Racconta i collegamenti tra l’area del Meazza, dove Milan e Inter vorrebbero costruire il nuovo stadio dopo aver abbattuto l’attuale, e la contigua area ex Trotto, dove Hines sta costruendo case di lusso che sarebbero valorizzate dall’abbattimento del vecchio stadio, troppo vicino alle nuove costruzioni.

In realtà è un articolo uscito sul Fatto tre anni prima, il 20 settembre 2022, con il titolo: “La renziana dell’ok al Trotto è l’avvocato di Inter e Milan”. Si tratta di Ada Lucia De Cesaris, già assessore all’urbanistica e vicesindaco, presentata come il punto di collegamento tra i due affari, nuovo stadio e area ex Trotto. (L’articolo era stato querelato da De Cesaris, ma il giudice ha sentenziato che tutte le affermazioni contenute corrispondono a verità).

Il 4 maggio 2025 è Tancredi a entrare in chat, la sera, questa volta, alle 21.08: “Guardate Presa Diretta su caso Milano. Barbacetto… Oggioni…”. Sta andando in onda su Rai3 Presa diretta, con Barbacetto intervistato da Cecilia Carpio davanti alle Park Towers di via Crescenzago. In studio, con Riccardo Iacona c’è Stefano Feltri che attacca il Sistema Milano. Malangone: “Come va”. Tancredi: “Questo Feltri è peggio di Barbacetto. In cerca di gloria. Se il Pd continua a stare con M5S…”.

di Marco Franchi, Il Fatto quotidiano, 20 agosto 2025 (versione aggiornata)
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