Fact checking/La versione di Sala (a Rtl). Rivendica il Sistema, chiede un “tavolo” impossibile con la Procura
Il sindaco rivendica con orgoglio le operazioni immobiliari sotto inchiesta a Milano. Per i magistrati sono reati, per Giuseppe Sala motivo di vanto. Poi allinea qualche bugia e ripropone in sua difesa argomenti già più volte smentiti dai fatti. Intervistato da radio Rtl, da Sala arriva una sola ammissione: “Sono un po’ provato”. Subito seguita da una dichiarazione di battaglia: “Ma andiamo avanti con intensità”.
Nessuna ammissione di errori o smagliature nel Modello Milano: “Possono esserci state operazioni non corrette, ma nella stragrande maggioranza le operazioni immobiliari che sono state fatte hanno un senso, anzi, le rivendico”. Sono indicate come reati – abuso edilizio, falso, induzione indebita, corruzione – dai pm e da tutti i giudici intervenuti finora, dai Gip ai Tribunali del riesame fino alla Corte di cassazione.
Ma per il sindaco sono medaglie, la giusta via per uscire dal passato industriale della città, verso un futuro tutto consegnato ai fondi e agli operatori immobiliari, senza regole, facendo passare per “ristrutturazione” i grattacieli residenziali costruiti dopo aver abbattuto piccoli fabbricati, lasciando ai privati la regia dello sviluppo della città e concedendo sconti fino al 60% ai costruttori, che si sono tramutati in mancate entrate nelle casse comunali per 2 miliardi di euro.
C’è tempo anche per un attacco al procuratore della Repubblica Marcello Viola, che aveva parlato di “incontrollata espansione edilizia a Milano”: “che un giudice dia un giudizio politico mi sembra alquanto bizzarro”, replica Sala. In verità i magistrati non hanno mai messo in discussione le scelte politiche dell’amministrazione, ma si sono limitati a contestare, puntualmente e caso per caso, i comportamenti che il codice penale descrive come reati.
Il sindaco si assolve dall’accusa di aver nominato componenti della Commissione paesaggio in conflitto d’interessi perché pagati dai costruttori di cui dovevano valutare i progetti: “Quando fai un bando pubblico, una commissione sceglie i componenti e il sindaco firma”. Senza neppure leggere i nomi? In verità i nomi erano lottizzati tra le forze politiche (Marco Cerri ha ammesso di essere stato indicato da Forza Italia), “tenendo fuori” i “rompicoglioni”, i progettisti dalla schiena dritta come l’architetto Emilio Battisti. Ma poi, è un buon sindaco un amministratore che non si accorge che da anni si era consolidata una cricca di progettisti che rispondevano ai costruttori ed erano più attenti ai loro conti in banca che al bene della città?
Sala ha poi riproposto la sua teoria del Viagra urbanistico: “Mettiamo in verticale ciò che era orizzontale, per non consumare suolo”. Falso: in verticale sono stati edificati volumi ben più grandi di quelli che erano orizzontali. E il consumo di suolo c’è stato comunque: nel solo 2023 sono stati cementificati 190 mila metri quadrati.
Promette un “tavolo” con la Procura per risolvere i problemi delle “famiglie sospese”, che hanno comprato appartamenti in operazioni edilizie bloccate dalle indagini (“Ci devono essere anche i costruttori e l’accordo deve essere siglato dalla Procura”). Ma la via è quella già indicata pochi giorni fa dalla Cassazione: non si può contrapporre due diritti, quello di alcuni cittadini (usati come “scudi umani” contro i magistrati) ad avere un bene che hanno comprato, e quello di tutti i cittadini ad avere giustizia nei confronti di chi infrange le leggi; chi ha comprato ha altre strade per far valere i suoi diritti: fare causa ai costruttori e al Comune.
A una domanda sui palazzoni tirati su dentro i cortili, Sala risponde: “Uno, uno solo!”. È semplicemente falso. L’elenco è lungo: l’edificio chiamato Hidden Garden (Giardino Nascosto) di piazza Aspromonte; il Giardino Segreto Isola di via Lepontina; lo studentato Scalo House; un edificio residenziale in via Fauchè, un palazzo previsto in via Gassendi 12, nel quartiere Cagnola, bloccato solo dopo le proteste degli abitanti attorno. Quella di costruire nei cortili era prassi consolidata del Rito ambrosiano, bloccata solo dalle denunce dei cittadini e dall’intervento della Procura.
“Se adesso ci è venuta, tutta di colpo, la paura dei grattacieli, ahh, io mi dissocio”. È il solito Strawman argument (“argomento Fantoccio”), l’espediente retorico che falsifica le argomentazioni dell’avversario semplificandole, distorcendole, sostituendole con argomenti ridicoli: nessuno è contro i grattacieli, ma contro i grattacieli abusivi.
