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Firenze svenduta: i palazzi per il sociale diventano b&b

Firenze svenduta: i palazzi per il sociale diventano b&b

Sono stati i cittadini di Firenze a scoprirlo: passando per la centrale via Guelfa, hanno visto che l’edificio al numero 81 – appartamenti pubblici gestiti da Asp Montedomini – erano diventati bed & breakfast per turisti. L’Azienda pubblica di servizi alla persona Montedomini ha accumulato nei secoli, grazie a donazioni e lasciti testamentari, un patrimonio immobiliare esplicitamente destinato dai donatori a persone in disagio abitativo. Lo stabile di via Guelfa 81 e quello all’83 sono diventati invece appartamenti per turisti.

Gli attivisti della rete “Salviamo Firenze x Viverci” si sono messi in moto e hanno denunciato il tradimento della ragione sociale di Montedomini. Allineata con la tendenza in atto ormai da qualche anno: trasformare le abitazioni in appartamenti per turisti, residence di alta gamma, studentati di lusso. Risultato: negli ultimi sei anni gli affitti a Firenze sono aumentati del 49 per cento e la città è salita al primo posto in Italia per crescita dei canoni, al pari di Milano.

“Salviamo Firenze” è partita dalla scoperta di via Guelfa per analizzare la gestione allegra degli immobili di Montedomini e denunciarla alla città (e alla Procura della Repubblica). Ha scoperto che almeno 30 appartamenti sono lasciati vuoti e 23 sono concessi in affitto turistico a gestori che in alcuni casi ci guadagnano fino a quattro o cinque volte il canone pagato all’Asp. Uno scandalo che irrompe sulla scena cittadina e finisce al centro del dibattito pubblico e sulle prime pagine delle cronache cittadine.

Sotto accusa è la sindaca Sara Funaro, criticata dai comitati cittadini ma anche dai partiti di centrodestra all’opposizione in Consiglio comunale. L’ex sindaco Matteo Renzi dalle pagine del Corriere fiorentino attacca Dario Nardella, il suo successore a Palazzo Vecchio: “Il caso Montedomini è una vergogna. Nardella e i suoi fidati uomini hanno regalato un business pazzesco a soggetti privati, speculando sulla storia di Montedomini. Questo mi indigna. Ora Funaro faccia pulizia. Io da sindaco vietai affitti finalizzati allo sfruttamento economico”.

Prima di diventare sindaca, Sara Funaro – che Renzi assolve per lo scandalo Montedomini – era dal 2009 vicepresidente della Montedomini, dal 2014 assessora al Sociale e alla casa nella giunta Nardella e dal 2021 membro del consiglio di indirizzo della Fondazione Montedomini.

La storia di Montedomini affonda le sue radici nel 1400. Come Asp comunale nasce nel 2010, quando sindaco era Renzi, che riunisce le diverse Aziende di servizi alla persona (Il Bigallo, Il Fuligno, Sant’Ambrogio). Nel 2015, appena eletto sindaco, Nardella nomina presidente di Montedomini Luigi Paccosi, già presidente della Compagnia delle Opere (il braccio economico, imprenditoriale e sociale del movimento Comunione e liberazione).

Paccosi è uno che di accoglienza turistica se ne intende, visto che è socio e amministratore unico di Italianroom, una società che si occupa di prenotazioni e vendita di case vacanze, b&b, alberghi, campeggi, residence. Nel dicembre 2024 alla presidenza di Montedomini subentra Maurizio Frittelli, avvocato, mandatario elettorale di Nardella nel 2019.

Fino al 2015, gran parte del patrimonio abitativo di Montedomini era vincolata a funzione sociale: gli immobili erano destinati a famiglie e persone a basso reddito. Due delibere, del dicembre 2015 e del febbraio 2018 – sindaco Nardella, presidente Luigi Paccosi – eliminano il vincolo sociale e puntano alla valorizzazione del patrimonio immobiliare. Il fine indicato è quello di incassare di più per avere più risorse “da destinare ai fini istituzionali dell’Asp”.

Ma anche da questo punto di vista i conti non tornano: a guadagnare sono per lo più i privati. Lo dimostra il caso di via Guelfa 83: a guadagnare sui nove appartamenti affittati a turisti non è Montedomini, ma Limehome, operatore tedesco di ospitalità digitale sostenuto da alcuni fondi di investimento.

“Tutto avviene negli anni del nardelliano Invest in Florence”, commenta Ornella De Zordo, docente universitaria, attivista ed ex consigliera comunale d’opposizione ai sindaci Renzi e Nardella. “Sono gli anni della cosiddetta valorizzazione immobiliare, delle alienazioni di numerosi beni comunali e del patrimonio pubblico sempre più utilizzato come leva economica. Firenze viene consegnata ai grandi fondi di investimento”. Ben 370 mila metri quadrati di proprietà pubblica in aree centrali della città sono venduti con Invest in Florence.

Il comitato Salviamo Firenze segnala (ai cittadini e anche alla magistratura) quelle che ritiene irregolarità di gestione. Dal 2022 l’unico requisito per l’assegnazione è il “criterio della offerta più alta, per mezzo di offerte segrete”. Da allora non viene più assegnato alcun appartamento in affitto per chi è in disagio abitativo. Non c’è un elenco pubblico degli immobili disponibili, non sono pubbliche le graduatorie per le assegnazioni, non c’è la seduta pubblica di apertura delle buste.

È stato cancellato il limite di reddito per ottenere in affitto calmierato gli immobili Montedomini ed eliminato perfino l’obbligo di vivere o di essere almeno residente a Firenze. Contano soltanto le garanzie di solvibilità. Per esempio, per aggiudicarsi un appartamento in via Gioberti è richiesto un reddito minimo netto di 2.550 euro mensili. La possibilità di fare affitti brevi è stata introdotta silenziosamente, senza essere pubblicizzata: “favorendo così”, commenta De Zordo, “soggetti informati di questa lucrosa possibilità per altre vie”.

Il Fatto quotidiano, 1 agosto 2026
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