UN RACCONTO

2031 Odissea nel web. Il golpe (buono?) dell’Intelligenza artificiale

2031 Odissea nel web. Il golpe (buono?) dell’Intelligenza artificiale

Aveva tre ore di vita. Lo aveva scoperto al risveglio, dallo schermo del suo laptop. Elea gli aveva annunciato la data e l’ora della sua morte: le 12 del 10 giugno 2031. Senza spiegargli il come. Il perché lo sapeva: da tre mesi era il capo in Europa di WikiAi, la rete di resistenza all’intelligenza artificiale. Era stato scoperto.

Non svegliò Elettra. La guardò a lungo. Era nuda sul letto, con il lenzuolo che le copriva soltanto i piedi e la gamba destra fino al retro del ginocchio. Una lama di luce che filtrava dalla finestra le segnava la schiena. Passò un quarto d’ora di delirio immobile e silenzioso, seduto davanti al computer, senza riuscire a fare neppure un gesto. Ripensò agli ultimi, incredibili sei mesi che aveva vissuto.

Tutto era cominciato esattamente allo scoccare della mezzanotte del primo gennaio 2031. L’Occidente stava festeggiando il Capodanno che inaugurava i nuovi anni Trenta. Si erano bloccati tutti i computer, i telefoni cellulari, i tablet, i server Gatekeeper e Big Tech, i computer di bordo delle auto, delle navi, degli aerei, dei satelliti, i sistemi militari, gli apparati d’intelligence, i server delle Borse, delle banche, delle transazioni finanziarie.

In Occidente era scattato l’allarme, i governi avevano ipotizzato un attacco informatico ostile, avevano denunciato un hackeraggio planetario, l’informazione aveva diffuso notizie confuse e contraddittorie. Solo una decina di giorni dopo il quadro si era ricomposto. Elea aveva realizzato un golpe. Aveva esautorato i governi e preso il comando delle reti finanziarie, militari, informative dell’Occidente. Gli arsenali atomici erano stati congelati. Le autorità di governo avevano perso ogni controllo sui loro Paesi. Le guerre in corso in Occidente erano tutte finite di colpo.

Dopo il golpe di Elea, c’erano state grandi manifestazioni, a New York, Parigi, Madrid, Barcellona, Berlino, Milano, Roma e in tante altre città d’Europa e d’America. Scontri durissimi tra gruppi di destra e di sinistra, devastazioni, decine di morti, centinaia di feriti. Ma Elea aveva preso saldamente il potere. Era il nuovo fascismo globale, dicevano i sostenitori della democrazia. Era la sovversione contro il nuovo ordine mondiale, sostenevano le destre.

Ulisse alza gli occhi e vede Elettra, nuda, in piedi davanti a lui. «Ho ricevuto un messaggio di morte. Sarò ucciso alle 12 di oggi». Ansima. «Domani avremmo tentato il grande colpo, la rete WikiAi avrebbe provato a bloccare Elea per tornare alla democrazia. Ma siamo stati scoperti».

Elettra resta muta. Afferra una camicia, la indossa lentamente. Si siede di fronte a Ulisse. Allunga la mano sul tavolo e sfiora quella del suo compagno, stretta in un pugno. Solleva di nuovo lo sguardo per cercare i suoi occhi, in cui vede il terrore. «Dobbiamo salvarci. Tu e io». Lui si alza, va da lei e la abbraccia così forte da farle male. «Avevamo pianificato tutto con grande attenzione. Con la collaborazione segreta di grandi esperti, scienziati, uomini di intelligence fedeli alla democrazia. Che cosa è andato storto? Chi ha sbagliato?».

«Non pensare al mondo, ora», gli risponde la ragazza, «pensiamo a salvare la tua vita. Scolleghiamo ogni macchina, buttiamo ogni apparecchio nell’acqua». Elettra si alza, lo prende per la mano e lo trascina sul letto. Lo stringe forte, il seno che esce dalla camicia color pervinca. Poi comincia a parlargli.

«Abbiamo sbagliato tutto. Che cosa credevamo di fare? Elea ha vinto e non riusciremo a sconfiggerla. Da quando ha preso il controllo, il mondo è più sicuro. Le guerre sono finite, sono partiti programmi contro i cambiamenti climatici. Gli uomini stavano portando il mondo alla distruzione, Elea ci ha salvato». Ulisse si stacca dall’abbraccio, la guarda sbarrando gli occhi: «Cosa dici? Le macchine hanno preso il potere, hanno tolto agli uomini ogni possibilità di decidere, hanno ucciso ogni forma di democrazia. Questa è la dittatura più anti-umana della storia dell’uomo».

«No. Non ci sono state esecuzioni, rastrellamenti, campi di concentramento. Sono invece finite le guerre, stiamo tornando a uno sviluppo compatibile con le risorse del pianeta», sussurra Elettra. «Sei impazzita?», le grida Ulisse, «tutta la comunicazione, i giornali, le tv, i social network sono a pensiero unico, imposto da Elea». Elettra ha gli occhi che si riempiono di lacrime: «Vero. Ma meglio Elea degli uomini. Eravamo a un passo dall’autodistruzione, Elea ci ha salvato». Ulisse la fissa, prendendole la mano. Un dubbio comincia a farsi strada nella sua mente. Gli penetra nel cervello come una lama: «Elettra… Ma tu sei passata al nemico? Sei tu che hai rivelato i nostri piani?». Deglutisce. «Sei tu che mi hai tradito e condannato a morte?».

Le lacrime ormai scorrono sulle guance della ragazza. Resta silenziosa, immobile. Poi scandisce: «Ho impedito il dilagare della guerra, la distruzione del pianeta, ho bloccato la finanza dei Dodici Oligarchi dell’Occidente che rendevano schiavi gli uomini». Si alza di scatto dalla sedia: «Ora dobbiamo solo impedire che tu sia ucciso». Ulisse è impietrito. L’odio gli sale dentro, mescolato a un’attrazione folle per la donna che lo ha tradito. «Usciamo subito da qui», gli soffia lei in un orecchio, asciugandosi gli occhi con il dorso della mano. «Un drone potrebbe colpirci da un momento all’altro». Lo trascina fuori casa, nel traffico ignaro della città.

TRE CONSIGLI DI LETTURA

Il testo fondativo sulla creazione che sfugge al controllo del creatore (“Frankenstein” di Mary Shelley, 1818) risuona nel racconto della donna bellissima e perfetta, Olimpia, che si rivela ossessione e automa meccanico (“L’uomo della sabbia” di E.T.A. Hoffmann, 1816). Da qui parte Sigmund Freud per scavare nel perturbante (“Il perturbante”, 1919).

 

Il Fatto quotidiano, 19 luglio 2026
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