La Torre Milano e il Consulente
Giornata istruttiva e a suo modo divertente, ieri (14 gennaio 2026), al processo per abusi edilizi della Torre Milano, uno dei tanti casi di Grattacielo selvaggio. Protagonista: l’architetto Marco Engel, sentito come consulente tecnico della difesa.
Famoso per la sua collezione di giacche colorate da far invidia a Formigoni e per l’appassionato sostegno alla Salva-Milano, Engel è quello che, in privato (intercettato), diceva che il caso Park Towers “è una roba che grida vendetta! Che cazzo, com’è possibile che abbiamo distorto la norma in maniera tale che un intervento di questa dimensione possa essere un intervento di ristrutturazione con Scia? La cosa è successa solo a Milano. È solo Milano che si sente forte abbastanza per dire: chi se ne fotte”.
Ieri invece, in aula, si è guadagnato l’incarico sostenendo che i costruttori della Torre Milano hanno fatto tutto per bene, che costruire un grattacielo nuovo di zecca è “ristrutturazione”, che la Scia è cosa buona e giusta, che la Commissione paesaggio è “un gruppo di saggi”, che in questo caso ha prodotto ottime argomentazioni, “un caso esemplare dal punto di vista culturale”, che gli oneri pagati dai costruttori sono ok, che Milano ha già tanti servizi e dunque non dovevano darne di più.
I tempi sono cambiati dalla legge urbanistica del 1968: infatti “oggi abitiamo tutti in case in cui abbiamo più metri quadri rispetto a quelle in cui abitavamo allora”. Poi aggiunge: “Salvo le fasce deboli, ma questo è un altro discorso”. Mica avranno diritti da pretendere?

