SISTEMA MILANO

Beppe-Frankenstein e Letizia-Frau Blücher riesumano il cadavere della Salva-Milano

Beppe-Frankenstein e Letizia-Frau Blücher riesumano il cadavere della Salva-Milano

Torna la voglia di Salva-Milano. Riprende a chiederla il sindaco Giuseppe Sala. La vuole il nuovo presidente dell’Ordine degli architetti milanesi. Offre il suo aiuto anche Forza Italia. In verità, il 7 ottobre Sala aveva respinto l’offerta del segretario di FI, Antonio Tajani: proponeva per Milano un “commissario ad acta” con poteri speciali. Sala gli ha risposto: “Il Salva-Milano per me è morto e sepolto e un commissario ad acta non risolverebbe il problema, che è italiano, non solo milanese”.

Quattordici giorni dopo, il 21 ottobre, la musica cambia: è lo stesso Sala a chiedere una Salva-Milano, ma con nome diverso e in formato magnum, che riguardi tutta l’Italia. Altrimenti dovrebbe ammettere di aver violato la legge a Milano e di aver bisogno di una sanatoria a misura Duomo. No, pretende una soluzione più generale: “Bisogna tornare a un intervento legislativo”. Proprio come la Salva-Milano. “Ho visto che una problematica del genere sta nascendo anche a Bologna”.

Insomma: Salva-Milano è diventata un’espressione impronunciabile ma, cambiando il nome, resta la sostanza. Sala vuole una legge che azzeri le inchieste in corso, abbatta le norme in vigore (“Sono ferme al 1942”) e le riscriva su misura dei reati urbanistici contestati a Milano. Con questo, il sindaco confessa: lui le ha violate, a Milano, le leggi “ferme al 1942”. Per questo c’è bisogno di riscriverle su misura.

Vuole resuscitare il cadavere della Salva-Milano che giace in Senato, Sala-Frankenstein, magari con l’aiuto di Letizia Moratti-Frau Blücher (che, come nel film, fa imbizzarrire qualcuno a sinistra). Per dare all’operazione un respiro (si fa per dire) nazionale, si aggrappa alle indagini aperte a Bologna su 13 grossi edifici residenziali costruiti al posto di piccoli fabbricati, che un gruppo di cittadini ha denunciato alla Procura di Bologna, chiedendo di verificare se sono conformi alle leggi. E Tajani? Respinto una prima volta, non demorde e torna a fare le sue avances a Beppe: sabato organizza un mega-convegno a Torino con lo stato maggiore italiano del cemento: Ance, Confedilizia, Confindustria, Assoimmobiliare, Cna Costruzioni, Federazione agenti immobiliari.

Intanto, per non lasciare il dubbio che gli architetti milanesi si siano pentiti delle vergognose compromissioni con il Sistema Milano, la neopresidente dell’Ordine, Francesca Claudia Scotti, appena eletta, nella sua prima intervista ripete la tiritera (falsissima) che “le regole non sono certe” e vanno “chiarite”. Le norme sono invece chiarissime, però aggirate da anni grazie a consuetudini e a trucchi inseriti in determine dirigenziali che non hanno forza di legge.

A Milano, avendo capito che la Procura procede senza farsi intimorire e che i milanesi non abboccano più alle panzane su quanto sia bello avere un grattacielo nel cortile di casa, si torna a sfoderare l’arma fine di mondo: le “famiglie sospese”. Cioè gli acquirenti di appartamenti sotto indagine perché costruiti fuorilegge: sono usati come scudi umani da costruttori e sindaco. I palazzi sequestrati dalla magistratura sono solo tre, ma le “famiglie sospese” si moltiplicano miracolosamente di giorno in giorno come i pani e i pesci: le ultime stime (?) parlano di “1.200 edifici a rischio di abusivismo”, “40 mila abitazioni”, insomma “un’emergenza che coinvolgerebbe più di 100 mila cittadini”. Miracoli della lobby dei costruttori.

Eppure la Cassazione è già stata chiara: è stato creato “un artificioso contrasto tra beni non in contrapposizione, tra l’interesse collettivo al ripristino della legalità urbanistica violata e l’interesse alla abitazione”; “gli interessi dei terzi acquirenti non possono in alcun modo trovare tutela attraverso l’abdicazione, da parte dell’autorità giudiziaria, del suo potere-dovere di sequestro”, funzionale all’obbligo di legge “d’impedire la protrazione dei reati”. I poveri acquirenti dovrebbero pretendere di essere risarciti da chi ha venduto edifici abusivi. Invece si alleano con i loro carnefici chiedendo la sanatoria per i loro abusi.

Il Fatto quotidiano, 24 ottobre 2025
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