Su San Siro la linea del Comune l’hanno preparata Milan e Inter
Oggi a Milano la riunione per convincere i consiglieri comunali del Pd a sostenere la “soluzione finale” sullo stadio di San Siro. Convocata dal sindaco Giuseppe Sala, che oggi pomeriggio sarà sostituito dalla vicesindaca Anna Scavuzzo, affiancata dall’avvocato Alberto Toffoletto, consulente del Comune di Milano per l’affare San Siro, e da Filippo Barberis, capo di gabinetto del sindaco.
I tre dovranno convincere i consiglieri Pd a votare il progetto di vendere a Milan e Inter il Meazza per abbatterlo e costruire un nuovo impianto, ma soprattutto grattacieli a uffici, un albergo e un grande centro commerciale: l’operazione immobiliare che è il vero cuore della vicenda. La delibera che sarà portata in Consiglio comunale rischia di non avere i voti sufficienti. Hanno già annunciato il loro voto contrario i tre consiglieri verdi (Carlo Monguzzi, Tommaso Gorini, Francesca Cucchiara), i pd Alessandro Giungi e Rosario Pantaleo, e il consigliere eletto nella lista Sala, Enrico Fedrighini. Incerti il dem Angelo Turco e il capogruppo della lista Sala, Marco Fumagalli.
Chissà se oggi pomeriggio Barberis e Scavuzzo spiegheranno ai consiglieri anche chi ha deciso la linea su San Siro, se la pubblica amministrazione o gli operatori privati. Il dubbio viene, a leggere il messaggio Whatsapp mandato alle 21.28 del 10 novembre 2022 dall’allora assessore Tancredi al braccio destro del sindaco, il direttore generale Christian Malangone: “Oggi ho visto Barberis che vorrebbe proporre un odg di indirizzo sullo Stadio, prima che lo faccia Monguzzi, e prima della delibera della Giunta. Che ne dici se ci vediamo lunedì con Bonomi, Mark e Barberis/Ceccarelli?”.
Barberis allora era capogruppo del Pd in Consiglio comunale: voleva anticipare il dissidente Monguzzi, presentando un ordine del giorno sullo stadio. Per preparalo, Tancredi propone un incontro non con le strutture dell’amministrazione, ma con Giuseppe Bonomi (Milan) e Mark Van Huuksloot (Inter). Indignato il verde Monguzzi: “Ecco chi decideva la linea del Consiglio comunale: i manager delle squadre. Inaccettabile”.
In seguito, le chat dimostrano il lavorio delle squadre, con Tancredi e Malangone. Si fa strada l’ipotesi di costruire il nuovo stadio sull’area della Maura, che potrebbe essere acquistata dal Comune. “Capo carichissimo su acquisto Maura”, scrive Malangone riferendosi a Sala. Tancredi: “Tua idea geniale! Coi soldi come siamo messi?”. Ma la Maura fa parte del Parco Sud, è inedificabile. La dirigente del Comune Simona Collarini propone allora di renderla edificabile, per “interventi che vengono dichiarati di interesse pubblico e generale”.
Alla compagnia si aggiunge l’architetto Stefano Boeri, che propone un suo progetto di stadio e chiede a Tancredi: “Come rendere appetibile a Milan” e “quanta volumetria aggiuntiva potrebbe avere il Meazza? Commercio?”. La risposta: “Trasferirei parte di queste volumetrie su Maura”. Anche l’area verde della Maura è entrata dunque nelle trattative per la cementificazione della zona, da realizzare con la scusa dello stadio.
