GIUSTIZIA

Silvio ha la “spinellite”: non incontra in aula il fedele ragioniere del bunga-bunga

Silvio ha la “spinellite”: non incontra in aula il fedele ragioniere del bunga-bunga

Prima di tutto la salute. E sulla salute non si scherza. Silvio Berlusconi negli ultimi mesi ha avuto più d’un problema medico, il Covid, il ricovero al San Raffaele per infezione da coronavirus, poi la degenza all’ospedale di Monaco per disturbi cardiaci. Ieri era di nuovo al San Raffaele di Milano. È stato il suo avvocato, Federico Cecconi, a spiegarlo davanti ai giudici che lo devono giudicare, insieme a 28 suoi coimputati, per corruzione giudiziaria nel processo Ruby 3.

“Voglio dare atto a verbale che Berlusconi per problematiche di salute è da lunedì mattina ospedalizzato”, dice Cecconi nella grande aula approntata causa Covid nei padiglioni della Fiera di Milano. Ma il difensore ha “deciso di non avanzare istanza di legittimo impedimento”, dunque il processo è proseguito comunque. E nel pomeriggio, a udienza conclusa, il paziente è stato per fortuna dimesso dall’ospedale.

È la difesa a collegare salute e processi, con Cecconi che a fine gennaio dice in aula che è in corso “una sorta di monitoraggio processuale delle condizioni di salute” di Berlusconi. Di udienza in udienza. Ieri mattina, Silvio avrebbe dovuto incontrare in aula un suo fedele dipendente, il ragionier Giuseppe Spinelli, il cassiere personale, il suo portafoglio umano, quello che gli allunga i soldini di cui ha bisogno. E che allungava buste gialline gonfie di banconote da 500 euro a Karima El Mahroug detta Ruby e alle decine di ragazze che affollavano le feste del bunga-bunga ad Arcore.

L’incontro non c’è stato. Assente Berlusconi, assente anche il ragionier Spinelli, che ha presentato, lui sì, istanza di legittimo impedimento, chiedendo che la sua testimonianza sia rimandata a una prossima udienza. L’incontro Spinelli-Berlusconi davanti ai giudici non riesce mai a verificarsi. Una volta era l’uveite a tenere lontano Silvio dal processo Ruby. Era l’8 marzo 2013, quando gli occhialoni neri, l’infezione agli occhi, la diagnosi di uveite e il ricovero al reparto D del San Raffaele erano serviti a Silvio per saltare le udienze del primo processo Ruby.

Allora i giudici del Tribunale non erano stati teneri e avevano disposto una visita fiscale, che aveva scatenato la più clamorosa delle proteste mai viste a Palazzo di giustizia, con decine di parlamentari che avevano marciato sul Tribunale, avevano tentato di occupare l’aula del processo, fatta però sigillare dal pm Ilda Boccassini, e poi erano sostati a lungo, a favor di telecamera, sulla scalinata davanti al Palazzo. Guarita l’uveite, scatta la spinellite.

Silvio e il suo portafoglio non si devono incrociare in aula. Vedremo che cosa succederà nelle prossime udienze e se lo storico incontro finalmente ci sarà. L’ultimo anno è stato duro per tutti, anche per Silvio Berlusconi. Il 9 febbraio 2021, si era mostrato in gran forma a Palazzo Chigi, all’incontro con l’allora presidente incaricato Mario Draghi alle prese con le consultazioni per formare il nuovo governo. Ma è stato un attimo: pochi giorni dopo, sono tornati a prevalere i problemi di salute.

Il 14 gennaio, convocato dalla Procura di Roma per essere sentito come persona informata sui fatti (indagine sull’audio registrato ad Arcore del giudice Amedeo Franco), l’ex presidente del Consiglio non si era potuto presentare perché ricoverato nel Principato di Monaco per aritmia cardiaca. Quello stesso giorno era stato convocato anche a Siena, dove è in corso uno dei tre tronconi del processo Ruby 3. Anche lì era arrivata un’istanza dei legali di Berlusconi che avevano presentato richiesta di legittimo impedimento.

Il processo era stato bloccato. Per fortuna, il paziente era stato felicemente dimesso dall’ospedale 24 ore dopo ed era tornato nella sua villa in Costa Azzurra. Poi, il 27 gennaio, il legale dell’ex presidente del Consiglio aveva depositato certificazione medica nella quale diceva ai giudici che il leader di Forza Italia, dopo il Covid e il ricovero per problemi cardiaci, aveva bisogno di “riposo assoluto”. Pandemia e aritmia stanno costringendo Silvio a stare lontano dai tribunali. Ieri è scattata anche la spinellite. (25 marzo 2021)

In ospedale a Milano per fermare la sentenza di Siena

“È ancora ricoverato per gli strascichi del Covid”. Così l’avvocato Federico Cecconi ha risposto, due giorni fa, a chi gli chiedeva notizie sul suo cliente più illustre: Silvio Berlusconi. È ormai da 23 giorni è ricoverato al San Raffaele di Milano, dove è entrato il 6 aprile. Quello che doveva essere solo un controllo per la solita aritmia e certi valori sballati si sta dunque trasformando in una lunga degenza. “Mi limito a dire che è ancora ospedalizzato”, ha aggiunto il legale. “Se l’ho trovato avvilito? A nessuno fa piacere stare in ospedale tre settimane”.

Sono fonti interne al suo ambiente, però, a far capire che Berlusconi non sta poi così male. Anzi, starebbe piuttosto bene. Questa lunga degenza, iniziata magari per un malessere reale, si starebbe quindi prolungando al solo scopo di tenerlo lontano dalle aule di giustizia, dove sono in corso i tre dibattimenti (a Milano, a Roma e a Siena) del processo Ruby-ter.

Soprattutto da Siena, dove i giudici sono già pronti a emettere la sentenza. Il pubblico ministero, Valentina Magnini, ha chiesto per Berlusconi già più di un anno fa, il 13 febbraio 2020, una condanna a 4 anni e 2 mesi per corruzione in atti giudiziari, ritenendo provato che abbia pagato il pianista Danilo Mariani (coimputato) per indurlo a rendere falsa testimonianza sulle feste del bunga-bunga nel 2010 ad Arcore. Poi Berlusconi ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee in aula, com’è diritto di ogni imputato. Ma non si è più presentato, facendo slittare per cinque volte la sentenza.

Motivi di salute, legittimi impedimenti. Eppure negli ultimi giorni diversi deputati e senatori l’hanno sentito al telefono, perché lui stesso ha voluto farsi raccontare Mario Draghi alle prese con la presentazione in Parlamento del Recovery plan. “Che impressione hai avuto? Che idea ti sei fatto?”, le domande che alcuni forzisti si sono sentiti rivolgere dal loro leader, il quale ha voluto, sempre al telefono, serrare i ranghi del partito sul voto contrario alla sfiducia al ministro Roberto Speranza.

Raccontano che si è pure raccomandato per l’inserimento dei diritti degli animali in Costituzione: una sorta di lodo-Dudù. Ieri, di fronte all’ipotesi di una visita fiscale in ospedale mandata dal Tribunale, in sua difesa è intervenuto il direttore di Libero Pietro Senaldi: “Smettete di perseguitare Silvio malato”. Invece della sentenza in arrivo (e della condanna in giudicato), preferisce sperare di salire al Quirinale. Ieri ne ha riparlato Antonio Tajani: “Pure Salvini ha detto che sarebbe un ottimo presidente. Ha le carte in regola”. (di Gianni Barbacetto e Gianluca Roselli, 30 aprile 2021)

 

Il Fatto quotidiano, 25 marzo 2021 e 30 aprile 2021
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