GIUSTIZIA

Maxi sequestro a Rotondaro, il manager in affari con il papà di Renzi

Maxi sequestro a Rotondaro, il manager in affari con il papà di Renzi

Giornata nera, ieri 19 gennaio 2017, per Carmine Rotondaro, l’uomo delle operazioni immobiliari del gruppo Kering, multinazionale francese fondata da François Pinault che controlla marchi del lusso come Gucci e Yves Saint Laurent. Gli uomini del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza gli hanno sequestrato beni per 7 milioni di euro: tredici immobili a Milano, Roma, Venezia, Firenze e Capri. È stato il pm Stefano Civardi, della Procura di Milano, a chiedere il maxi-sequestro, contestando a Rotondaro il reato di omessa dichiarazione dei redditi.

Quarantadue anni, avvocato, esperto di operazioni immobiliari e di magie fiscali, Rotondaro ha la famiglia a Castrovillari, in Calabria, ma si muove tra Londra, Parigi, la Svizzera e Montecarlo. Proprio nel Principato di Monaco, che non pretende imposte sulle persone fisiche, ha posto la sua residenza, iscrivendosi all’Aire, il registro degli italiani residenti all’estero. Falsa iscrizione, secondo i magistrati milanesi, allestita soltanto per non pagare le tasse in Italia.

Ecco dunque scattare il sequestro “per equivalente”: immobili del valore di quanto il fisco e la giustizia ritengono di dover incassare da lui. Il malloppo, secondo il pm, è frutto non soltanto dell’evasione fiscale, ma anche di altri reati, come l’appropriazione indebita: avrebbe sottratto soldi alla Kering, che in questa vicenda si ritiene parte lesa e ha già consegnato un esposto alla Procura di Milano. Ha anche annunciato che “il gruppo ha messo fine alla collaborazione con Carmine Rotondaro”.

L’avvocato, sotto indagine anche da parte della Procura di Firenze, sta gestendo alcune operazioni in Italia in cui sono coinvolti alcuni imprenditori in rapporti con Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del Consiglio. The Mall è un outlet del lusso che dovrebbe aprire a Sanremo, dopo aver aperto a Reggello, in Toscana. Quando, nel 2014, il progetto di centro commerciale fu presentato al sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, era presente anche Tiziano Renzi, insieme ai responsabili della Immobiliare Armea, ideatori dell’operazione, e ad Andrea Bacci, titolare della Coam costruzioni e molto vicino alla famiglia Renzi: la sua impresa ha ristrutturato la villa di Matteo, ma Bacci è in affari con Tiziano già dal 1988, quando i due fondarono insieme l’immobiliare Raska. Poi Bacci entrò nel consiglio d’amministrazione della Centrale del latte di Firenze e in seguito, con Matteo Renzi sindaco, diventò presidente di una partecipata del Comune.

Il sindaco di Sanremo ha spiegato così, al consiglio comunale, la presenza del padre di Matteo Renzi alla presentazione del centro commerciale The Mall: “Mi era stato presentato come responsabile alla logistica, devo dire la verità, ma il nome io non l’ho chiesto. Solo all’uscita, ho chiesto all’ultima persona rimasta chi fosse quella persona e mi è stato detto che era Tiziano Renzi”. In seguito, l’immobiliare Armea, controllata da una società lussemburghese, è passata alla Kering ed è entrato in scena direttamente Rotondaro, con Bacci restato come costruttore. Ora però le indagini di Milano e Firenze mettono un freno alle operazioni che il gruppo ha in corso. Anche perché i pm di Firenze, Luca Turco e Christine Von Borries, hanno chiesto di dichiarare il fallimento della Coam. Con Rotondaro e Bacci, in una girandola di società estere, si muove un gruppo di imprenditori tra cui Luigi Dagostino, che con la compagna Ilaria Niccolai ha acquisito a Firenze il Rivoire, il caffè storico davanti a Palazzo Vecchio.

Il Fatto quotidiano, 20 gennaio 2017
To Top