IL NUOVO LIBRO DI GIANNI BARBACETTO

Cruchi, le microrecensioni dei lettori

Cruchi, le microrecensioni dei lettori dav

«La letteratura non è nata il giorno in cui un ragazzo,
gridando al lupo al lupo, uscì di corsa dalla
valle di Neanderthal con un gran lupo grigio alle
calcagna: è nata il giorno in cui un ragazzo arrivò
gridando al lupo al lupo, e non c’erano lupi
dietro di lui.»
Vladimir Nabokov, Lezioni di letteratura

«E ora come te la passi nella Garibaldi?»
«Niente male. Ma l’importante non è essere rossi
o azzurri, l’importante è scorciare tanti neri quanti
ce n’è.»
Beppe Fenoglio, Una questione privata

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Manuela D’Alessandro
: “Angeli terribili è il nuovo libro di Gianni Barbacetto che sveste i suoi panni di giornalista (manettaro!) e diventa scrittore vero con una storia delicata e potente. Un libro bellissimo: non un romanzo, non un saggio. Una sorpresa”


Sandra Bonsanti: “Un libro da divorare!”
Marco Travaglio, da Roma
Mario Natangelo, il vignettista del Fatto quotidiano

Silvia Truzzi: “A volte la verità è il suo contrario, come allo specchio. Tra il bene e il male ci sono di mezzo le sfumature: solo un grande giornalista le può raccontare come fa Gianni Barbacetto in Angeli terribili


Andrea Scanzi, dalla Feltrinelli di Arezzo
Cristina Greco: “Che dire, Barbacetto lei scrive divinamente. Da Trezzano sul Naviglio, una sua affezionata lettrice”


Anna Viola, da Pordenonelegge


Giulio Del Bon, da Paluzza, autore di storia della guerra partigiana in Carnia


Elena Scigliuzzo, dalle colonne di San Lorenzo, Milano: “Qui giace Cruchi, uomo iniquo e perverso. Pregare per lui è tempo perso.” Un uomo morto durante la guerra di Resistenza friulana viene marchiato dall’infamia e poi dimenticato finché l’autore del libro, che ha visto la terribile iscrizione sulla sua lapide durante l’infanzia in Friuli, non decide di scoprire la verità. Un’inchiesta appassionata scritta quasi come un romanzo mescolando con grazia i ricordi di un Friuli magico, di una giovinezza in una Milano in continuo mutamento e la ricerca dentro la Resistenza che al confine orientale d’Italia è stata forse la più divisa e tragica. La Storia non è solo ciò che è accaduto ma anche l’ossessione di ricostruirlo come racconto personale e collettivo.


Anna Assumma, da Napoli


Antonio Villano, dalla libreria Centofiori di Finale Ligure


Roberto Uggeri: “Dolcemente malinconico. Bello perdersi nei ricordi. A metà strada tra un racconto di Buzzati e un film di Olmi. Un libro di storie come quelle che, una volta, si narravano nel fienile o davanti al focolare”.

“Ma sai che è proprio bello il tuo libro? Adesso mi vien voglia di leggerlo tutto…”. Laura Bernini, da Camogli


Francesca Battocletti dalla libreria di Grado (Gorizia)


Raffaele Liuzzi, sulla Domenica del Sole 24 ore


Nora ha ridisegnato la copertina


Marco Maroni è avanti, legge la copia elettronica


Corrado Stajano sul Corriere della sera


Danila Morassi, a Pordenonelegge


Chiara Moniaci, da Milano, con il suo grande papà


Flavia Barbacetto, da Genova

 

Garzanti, settembre 2018
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